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Andrea Nanni, dottore in legge e "faentino imbratta carte"

Breve curriculum, notizie e indice dei suoi lavori nel nostro sito

Si sa che presentarsi non è mai una cosa facile. Al riguardo, in effetti, non si può dire tutto, ma, nello stesso tempo, si devono, necessariamente, esprimere (anche se in modo sintetico) le proprie caratteristiche personali. Occorre, allora, tracciare tale narrazione, se così si può affermare, imitando il pittore che con qualche tratteggio delinea un volto, una persona. Non so se raggiungerò l'obiettivo citato in termini generali, però, mi propongo di conseguirlo in una qualche maniera, mediante soprattutto la buona volontà di chi mi legge. Inizio, dunque, facendomi coraggio. Sono un faentino dal 23/01/1968, giorno della mia nascita. Mio padre, ebanista faentino in pensione, mi ha insegnato il gusto delle cose eseguite con la logica, con il buon senso. Mia madre, invece, una sarta di origine modiglianese, mi ha trasmesso quella giusta inventiva che, sovente, è indispensabile per affrontare il mondo. Tuttavia, negli anni ormai trascorsi, mi sono allontanato da Faenza, la mia città natale, per giustificate ragioni di studio e di lavoro.
Mi sono, infatti, laureato in Giurisprudenza presso l'Ateneo bolognese nel 1994. Post laurea, dopo aver espletato la pratica forense, ho effettuato diverse esperienze lavorative (in ambito pubblico e privato) quale impiegato di concetto.
Attualmente, sono dipendente presso una Banca locale.
A questo punto, forse, dovrei elencare una serie di hobby come consigliato dalla stesura classica di un curriculum. Questo, però, non sarà il mio metodo. A me, in particolare, interessa porre in luce soltanto un aspetto della mia personalità: ossia, la mia passione per la lettura (e la scrittura) che ho sempre considerato come la mia principale attività culturale e ricreativa. Al fine di evitare ogni equivoco, va comunque precisato a chiare lettere che non sono un letterato, ma un imbratta carta per il bisogno di fare introspezione.

In proposito, sono convinto che un pensierino dello spazzacamino vale più del deposito in Banca del miliardario. Scrivere, a mio avviso, è vivere.

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