| PILLOLE di Sanità e cultura |
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L'ESSENZA DELLA DROGAdi Antonino RaitanoDroga: ovvero tutte le droghe o così identificate. Un desiderio forse istintivo di morte (almeno spirituale) collegato anche alle droghe. Certo voglia di evasione, una svolta all’abitudine, un’ansia di sfuggire da corpo e materia. Per poi rinascere a nuovo? Un’illusione bella e buona ? Un collegamento od un rifiuto verso il sacro a volte sotteso ? Difficile rispondere con un solo tipo di affermazione. La storia delle civiltà e delle religioni (il sacro per estensione) è intrisa da sempre anche di droghe, a volte stupefacenti, a volte soltanto rituali o credute magiche (incensi, profumi, aromi, vapori ecc.). Altri popoli, da tutt’altra parte del mondo (i Brasiliani), combinarono il soma col mito della luna, che fu definita la “madre delle erbe”. L’uomo, in fondo, è simile dappertutto sulla terra. Di nuovo, ritornando in India, si scopre un legame con una primitiva alchimia (anch’essa inventata per la ricerca mitica dell’oro, come le successive riscoperte greco-arabe e medievali). Nei testi sacri che ne scrivono, c’è la preparazione del “liquore dell’immortalità”, a dire dello sconfinamento desiderato dell’uomo per passare dal reale verso l’infinito incognito, sebbene troppo lontano e forse irraggiungibile. E così via, attraverso vari popoli e vari tempi. Un esempio, drammatico è quello dei rapporti tra cannibalismo e droghe in Africa, come in Patagonia ed in altri luoghi del mondo. Per giungere infine alla droga stupefacente e voluttuaria di oggi. Con le sue continue tragedie e l’enfasi del suo costante progresso di uso ed abuso. Dunque dalla canapa alla coca (persino nera per mimetizzarla), dall’oppio agli allucinogeni, dalle droghe di sintesi ai cocktail in combinazione con l’alcool ecc. Numerosi sono gli aspetti interpretativi del fenomeno: medici, storici, culturali, mitici, mistici, magici, tossicologici, sociali, giuridici, commerciali, etici, artistici, globali ecc. Dalle civiltà primitive all’uomo moderno le cose apparentemente non sono molto cambiate : condanne, assoluzioni, comprensioni, problemi di vita (esistenziali), riti magici e sacri, estasi e drammi umani. Il tutto attraverso stati di eccitazione, stimolazione, ebbrezza, euforia, fantasia, ipnosi, depressione, sogno, visione ecc. Dal normale allo spirito diverso della droga ! Ogni droga infatti modifica le percezioni sensoriali (agisce sul SNC) e l’immagine che deriva dai nostri stimoli abituali. La droga eccita, ma, ahimè, poi abbandona (deprime). Non dimentichiamo che ingeriamo con le droghe delle sostanze estranee al nostro organismo che sono dei veleni. Queste agiscono a fondo sulle nostre strutture psico-fisiche che ne risentono (nel tempo), fino all’atto conclusivo della tossicodipendenza, come in un grande gioco senza ritorno. Ci sono sostanze vegetali ed animali (oltre a quelle di sintesi) capaci di azioni allucinogene (capaci cioè di alterare le percezioni del SNC) che si conoscono da tempi remoti (migliaia di anni). Qualcuno ha scritto di una certa “archeologia dell’estasi”, attuata attraverso riti, a scopo divinatorio, a scopo magico difensivo od offensivo. Il collegamento ricercato è sempre quello tra visibile ed invisibile, tra il desiderio di viaggiare con l’ausilio della magica droga , levando lo spirito, collegando corpo ed anima, senza blocchi umani, andando oltre natura per, in fine, estraniarsi nell’ultraterreno, nel divino. Tra le sostanze naturali allucinogene, senza esaurire il tema, ne citiamo alcune: mescal (forse la più antica del genere, 8000 anni fa), bufotenina (ricavata dalle secrezioni di una rana), tabacco (usato assieme a droghe propriamente allucinogene), convolvolo (semi di una speciale campanella, secondo gli Aztechi detta sogno fiorito), ipomea (altra campanula i cui semi contengono acido lisergico), funghi dei generi Psilocybe e Stropharia (carne degli dèi dei Maya e degli Aztechi). |
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