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IL LIBRO COME MEDICINA

di Antonino Raitano

La pagina del vecchio
è libro ora scoperto
sa di papiro,
di religione rilegata,
arte della paziente
mano dell'uomo,
scena di carta fine,
intrisa dall'odore
stantio della colla,
dei lunghi fili
di cotone giallo,
della stampa segreta
d'inchiostri minerali.

Forse così scrivevo ripensando a Toth, dio degli Egizi, ma anche al "signore dei libri, lo scriba degli dei" (come l'avevo altrove definito), o come ad una specie di medicina a base di libri, nientemeno che una vera e propria cura medica, detta in termini clinici "biblioterapia" cioè cura che si avvale dell' uso di materiale di lettura selezionato come coadiuvante terapeutico in medicina e psichiatria.

Dunque:

Un rimedio laudato,
sembra all'esperienza,
è darsi alla lettura:
di libri ovviamente,
una medicina pura
davvero onnipotente!

Ho voluto iniziare scherzando e ripescando tratti di mie vecchie riflessioni sulla storia del libro (e della conseguente lettura), per dirne ora solo degli intorni, cioè di ciò che sta dentro/dietro un libro.

Dopo le fatiche (e le idee) s'intende, di scriverlo, quelle di seguirne le bozze di stampa, quelle infine dell'editore che partorisce letteralmente a sua volta il prezioso tomo destinato al lettore (si spera a tanti lettori), comprese le attese (i tempi di arrivo del lettore) presso una libreria o una biblioteca. La vita di un libro è del resto complessa e non vogliamo qui raccontarla. Ci interessa invece in questo breve ricordo evidenziare certi margini del suo vivere nel tempo, ad esempio quello finale di un restauro (tecnicamente affascinante), quando il libro è diventato vecchio e quindi manifesta i suoi acciacchi.


Scrive in proposito Cesare Brandi nella sua teoria: Il restauro deve mirare al ristabilimento delle unità potenziali dell'opera d'arte. (S' intende che anche il libro è un'opera d'arte), senza falsarne dunque le caratteristiche essenziali (si avrebbe se non un falso, artistico o storico).

E' chiaro allora che parliamo di libri che devono essere amati, dato che possono anche curarci. Esiste per altro verso un antiquariato librario di un certo interesse (a dimostrazione dell'amore di cui si diceva), pur se gli italiani non brillano in acquisto di libri (oggi però se ne vendono anche presso le edicole; ma saranno letti in queste novelle edizioni?).

Il libro antico ha un fascino suo ed è in effetti una cosa seria. Segue canoni definiti di vendita e di raccolta, quali: rarità, prime edizioni, qualità editoriale, conservazione, illustrazioni, rilegatura, contenuto, eventuale restauro, odore, oserei dire, ecc. Forse in casa abbiamo qualche rarità abbandonata?

Ma quanto e perché vale? Spesso non lo sappiamo. Magari (un caso) può essere addirittura un manoscritto del Quattrocento o una pergamena medioevale (per assurdo) o un palinsesto greco-bizantino (impossibile)?

E se, comunque, in un vecchio libro ci sono, per caso, dei "marginalia", cioè delle annotazioni aggiunte a mano di interessante ed inestimabile valore culturale o storico? Altro che terapia, si rischia un infarto! Uno scritto, che sia su papiro, su legno, su pietra, su coccio, su pelle d'animale (pergamena) o su carta infine come oggi lo conosciamo, rimane un prezioso (oltre che terapeutico rimedio) "testimone privilegiato del pensiero umano".

Nel tempo (da circa 3500 anni almeno) ha mutato sembianze fisiche, estetiche, artistiche, intrinseche, ha subito un'evidente evoluzione: da supporto di vario materiale, più o meno maneggevole, a testo riproducibile (dai tempi della stampa di Gutemberg), a testo diffusibile, oggi a freddo testo multimediale. Quest'ultima disponibilità "elettronica" però, si badi bene, non può cancellare o superare la speciale struttura di un libro classico, destinato ad essere letto, ma anche ripreso, coccolato, evidenziato, ammirato ed usato come rimedio (alla malinconia, alla depressione, alla solitudine, allo stress ecc.), se viene riposto in una bella e funzionale sede domestica (scaffale, ma anche comodino). Quando sarà vecchio, lo si dovrà amare di più, e per gli acciacchi lo si affiderà alle abili mani di un esperto restauratore, che non ne tradirà la memoria. E se infine non potremo possedere tutti i libri del mondo, almeno avremo tempo per andare in libreria o in biblioteca a goderci lo spettacolo unico dei libri raccolti.

BIBLIOGRAFIA
1) Brandi C.,Teoria del restauro, G. Einaudi, Torino, 2000
2) Blasselle B., Il libro, dal papiro a Gutemberg, Electa/Gallimard, Ed. Libraria, Trieste, 1997 6.02

Indice di Antonino Raitano

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Daniele Franchini