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Segreti e Purghe

Antonino Raitano

In memoria di Gianfranco Fontana, Editore ed amico, che mi aveva suggerito questo tema per E’Zoch.

Victor Hugo (1802-1885) in Notre –Dame de Paris ( Libro Quinto, Capitolo Primo) (1) scriveva con ironia : “Negate questa eterna farmacia di fiori e di metalli che si chiama mondo, creata espressamente per quell’eterno malato che si chiama uomo !”.

Non sia mai, diciamo ancor oggi, pur succubi del mistero che circonda la natura (e quindi l’uomo). I rimedi “naturali” sono sempre visti in un’enfasi che si trascina da secoli. Del resto siamo a ridosso (da circa un secolo) di una medicina non certo scientifica, che si basava su presupposti tenuti ben segreti da medici e farmacisti, e su assiomi di “sapere, volere e potere”, cari alla vecchia nomenclatura sanitaria (e non solo).

Erano in uso allora anche farmaci secreti, estratti cioè da animali (ghiandole ecc.) da piante e persino da minerali, dei quali la conoscenza era sempre riservata ai soli addetti e non alla gente comune. Il confine delle terapie (come oggi) era ovviamente l’effetto tossico (a volte solo collaterale) , sempre legato all’estraneità del rimedio chimico, quindi al suo intrinseco potere venefico.
Nessuno dunque poteva mettere in pratica detti secreti, prima di sapere quel che stava facendo. Ad esempio, prassi diffusa tra i medici del Seicento era la scelta di “interventi eroici, terapie d’urto che avevano conseguenze più spesso dolorose che salutari…”, come quelle di praticare abbondanti salassi e somministrare purghe mediante dosi massicce di calomelano (cloruro di mercurio), che ebbero un ruolo di primo piano nell’arsenale terapeutico della medicina ortodossa fino a tutto il XIX secolo….(2).

Solo l’avvento (secondario) dell’omeopatia concesse una prima “tregua dalle purghe potenti”, fatte di composti minerali tossici, unite a drastici salassi per depurare anche il sangue…”(ibid.).
Si pensi che l’idea che residui intestinali tossici (3), provenienti dal cibo ingerito, potessero avvelenare l’organismo era molto diffusa. Quindi si cercavano vari approcci clinici per liberare i pazienti da una sorta di “autointossicazione”.

Ad esempio, era stata in voga fin dall’Ottocento la “idrocolonterapia”, una irrigazione impegnativa del colon per via rettale: una seduta prevedeva l’immissione nell’intestino di notevoli quantità di fluidi (acqua, sali ecc.) tramite un cilindro posto in alto (enteroclisma) ed un tubo di deflusso con cannula (successivo fu l’uso classico della peretta di gomma) per estrarre così, in uscita, tutti i pericolosi “prodotti di scarto” presenti.
Veniva prescritto (pur sgradevole, pericoloso ed inutile) come trattamento specifico di vari disturbi intestinali, allergie, obesità, emicrania, diverse malattie croniche ecc. (ibid.). Un ruolo “indiscusso” era dunque quello di somministrare in genere clisteri (con liquidi introdotti tramite un famigerato siringone), anche se nessun prodotto di scarto dell’organismo poteva essere in grado di avvelenare chiunque.
La scienza medica, in particolare dalla fine del Settecento in avanti, a tutto l’Ottocento ed alla prima metà del Novecento, era purtroppo ancora intrisa di teorie pseudoscientifiche, anche di importazione da Francia, Inghilterra, Germania ecc.
Tutto si integrava ovviamente con gli influssi del tempo : politici (rivoluzione politica), culturali e, logicamente, di derivazione universitaria (le varie sedi si stavano riassestando). Si manteneva così comunque un divario tra insegnamento teorico della medicina ed il relativo esercizio pratico (.4)

Si credeva che la vita umana fosse uno stato di forzatura, dovuto agli influssi, sui viventi, di stimoli esterni, ambientali in senso lato (aria, alimenti ecc.) e di quelli dovuti “ai canali ed alle cavità” dell’organismo. Si parlava, più propriamente, di eccitabilità vitale (dovuta al SNC), che si propagava o meno dai nervi a livello fisiologico (muscoli ed altro), condizionando lo stato stesso degli individui. Il limite era l’equilibrio tra condizione normale e patologica; oltre si finiva nella malattia.

La cura, dato che le malattie erano per lo più “asteniche”, era basata sul ricorso a rimedi stimolanti ( ma anche sedativi, con effetto paradosso). Poiché, secondo la scienza di allora, era un dato di fatto l’eccitabilità intrinseca della materia vivente.
Per controbilanciare gli umori, allora nulla di meglio che fare salassi, dare purghe o emetici, capaci nell’insieme di espellere le presunte “magagne”, anche in pazienti, ahinoi, spesso già gravemente debilitati. C’era certamente chi seguiva ancora il vecchio Ippocrate della tradizione, praticando anche l’astensionismo terapeutico. Ma l’accanimento sembrava prevalere.

Ad un certo momento, Rasori, medico di fama, tirò fuori la “cura controstimolante”, con, prima, una farmacoterapia di assaggio, che poi gradualmente incrementava fino “a saturazione della capacità morbosa”, cioè sino all’estinzione della malattia (ibid.).

Tra i farmaci usati in abbondanza i soliti purganti drastici (gomma gutta, aloe ecc.) ed il rimedio sovrano, il salasso, che così si opponeva agli stimoli in eccesso esercitati “dalla pletora sanguigna”.

Una vera e propria mania consolidata, al limite del vampirismo (ibid.). La stipsi moderna è, peraltro, un male comune: da sedentarietà, da alimentazione, da stress, da viaggi, da cambiamenti climatici ecc. In Europa ne soffrono in media l’8% della popolazione; in USA ed in altri paesi si va oltre e fino al 40%. (7).

I vecchi lassativi (non ci sono novità), per stare nel tema, compresi i vegetali (infusi, decotti, tisane ecc. a base di senna, manna, rabarbaro, china, genziana ecc.), fino ad ieri condannati per abuso, oggi vengono ritenuti sicuri ed efficaci, se usati correttamente, specie quelli cosiddetti di contatto (bisacodile).

Tutti ormai concordano sul vantaggio essenziale di un intestino regolare (5).

Per chiudere, riprendiamo, a sotteso allarme intestinale, un avvertimento politico della fine del gennaio 1922 (dal periodico Audacia), nei confronti “dei maneschi di professione ben numerosi nelle squadre fasciste”, diffidando: “…tutti gli iscritti al PNF dal compiere azioni violente, rappresaglie, somministrazioni d’olio “( emblematiche, di ricino)…(6). A riprova che le purghe antiche sono sempre anche un forte avvertimento extra-terapeutico.

BIBLIOGRAFIA
1) Hugo V, Notre-Dame de Paris, G Einaudi, Torino, 1996
2) Conner CD, Storia popolare della scienza, Tropea Ed, Milano, 2008
3) Singh S e Ernst E, Aghi, pozioni e massaggi, - La verità sulla medicina alternativa, Rizzoli, RCS Libri, Milano, 2008
4) Della Peruta F (a cura di), Storia d’Italia, Annali 7, Malattia e Medicina, G Einaudi, Torino, 1984
5 )S.I., Stipsi, c’è ancora chi si cura da solo!, Il Resto del Carlino, Bologna, Salute bell’Essere (inserto), luglio 2006
6) Coppari MF, Marchi GP, I segni della Verona del Novecento, Cassa Risp. di Verona, Vicenza, Belluno ed Ancona, Verona, 1995
7) Gallois N, Douze cents Formules favorites des médecins français et étrangers,Librairie JB Baillière et Fils, XII ed, Paris, 1877 9/2009

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