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SOLE O SOLARI ?

Antonino Raitano

Il sole fa piacere, ma le sue scottature no.

Un vecchio dilemma ci mette sull’avviso che è bene fare attenzione quando ci si espone volontariamente al sole in cerca della famigerata tintarella.
Bella sì da vedere, però allarmante per la nostra pelle. La quale ultima non è sempre abituata a riceverla o, addirittura, non è idonea.

Si tratta, tecnicamente, di fenotipi diversi, dicono i dermatologi (1):
fenotipo 1, cioè soggetto con carnagione molto chiara, capelli biondi o rossi, occhi chiari (quindi niente sole o protezione molto alta di filtri solari, +50);
fenotipo 2, con pelle chiara, capelli biondo scuro o castano (si scotta facilmente, abbronzatura dorata, occorre alta protezione, 20-30);
fenotipo 3, con pelle abbastanza scura, capelli castani, occorre protezione 8-10);
fenotipo 4, con occhi e capelli neri, pelle olivastra, si scottano di rado, protezione minima).

In realtà i fenotipi classificati sono 6, ma qui ci bastano i principali. Per tutti vale la regola preliminare (prima di esporsi al sole e prima dell’estate comunque) di praticare una dieta ricca di frutta e verdura (per via dell’alto contenuto di vitamine) e di idratarsi regolarmente (bere 1,5-2 litri di acqua al giorno).
Inoltre occorre evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata (11-15).

Bisogna ricordarsi anche che il sole (se eccessivo, disordinato, diretto su pelli con inadeguata densità di melanina schermante l’effetto dei raggi UV ecc.) (2) può far male, causando eritemi, cheratosi, invecchiamento precoce, e persino tumori (sentire dunque medico di famiglia, specialista dermatologo, farmacista).

I filtri solari in commercio (attenzione sempre all’etichetta!) sono basati sul concetto della loro capacità di filtrare i raggi UV-B espressa in termini di fattore protettivo.
Un fattore 8, ad esempio, indica che occorre un tempo otto volte superiore al normale prima che la pelle si arrossi (equivale al 90% del blocco degli stessi raggi) (ibid.).

L’esposizione al sole usando filtri solari adeguati è quindi essenziale per garantirci un’abbronzatura in tutta salute (3),(4).
Nella distribuzione troviamo creme solari (ed altre forme cosmetiche, come latti per corpo, stick per occhi, oli per capelli, emulsioni, fluidi diversi, acque, gel, formule schermanti ecc.) che vanno dalla protezione 2 (nulla) fino a quella +50 (massima), passando per 6-10 (bassa), 15-25 (media), 30-50 (alta) fino a +50 (molto alta).

L’importante è anche scegliere prodotti di buona qualità (evitando i suggerimenti della nonna con prodotti fatti in casa), ricordando che l’intensità di penetrazione dei raggi UV aumenta anche con l’altitudine, con il riflesso della neve, sulla sabbia, in presenza di vento, di mare in burrasca ecc. (4).

Concludiamo, segnalando che per i consigli strategici sulle località della nostra Regione Emilia-Romagna, l’ARPA offre un sito web: www.arpa.emr.it/uv , che dà informazioni sul rischio da radiazioni ultraviolette lungo la riviera adriatica.

BIBLIOGRAFIA
1) Red., Abbronzatura, ma “sana”, QN, Il Resto del Carlino, Imola, 17 maggio 2007
2 )Baker R, Falsi allarmi, Il Saggiatore, Milano, 2002
3) De Antoni L, Sole e Salute, QN, Il Resto del Carlino, Bologna, 6 giugno 2008
4) Spampinato C, Benvenuto Sole !, QN, Il Resto del Carlino, Bologna, 12 giugno 2009 6.2009
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Daniele Franchini