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Demenza e morbo di Alzheimer (*)

Neurologia

Attività fisica, demenza e morbo di Alzheimer L'attività fisica nella mezza età è associata ad una riduzione del tasso di demenza e morbo di Alzheimer. Questi dati potrebbero avere delle implicazioni per l'assistenza preventiva, dato che se un soggetto adotta uno stile di vita attivo in gioventù e nella mezza età, ciò potrebbe aumentare le sue probabilità di godere di anni vitali sia dal punto di vista fisico che cognitivo nell'età anziana.
Studi epidemiologici e sperimentali suggeriscono che l'esercizio fisico possa promuovere la salute cerebrale e prevenire o rallentare il declino cognitivo e lo sviluppo della demenza, ma i risultati di tali studi sono stati a volte conflittuali. L'attività fisica regolare può invece ridurre o dilazionare la comparsa della demenza e del morbo di Alzheimer, specialmente fra i soggetti geneticamente suscettibili. Vi sono molti meccanismi possibili alla base di questo processo: recenti studi hanno indicato che l'attività fisica possa influenzare diversi trascritti genici e fattori neurotrofici che sono rilevanti per il mantenimento della funzionalità cognitiva, e che l'esercizio possa promuovere la plasticità cerebrale.
L'esercizio può anche alleviare il carico di amiloide del cervello, come suggerito da uno studio su un modello murino transgenico di morbo di Alzheimer.

*(Lancet Neurol online 2005, pubblicato il 4/10)
Webmaster
Daniele Franchini