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QUALITA' di vita nell'anziano in rapporto alla patologia artroreumatica (prima parte)

Un ortopedico

Considerando che nel trattamento delle affezioni reumatiche è determinante l'approccio farmacologico, riteniamo opportuno soffermarci su alcune considerazioni di carattere pratico.

Innumerevoli sono i mezzi terapeutici, fisioterapici, farmacologici e chirurgici, di cui oggi disponiamo per affrontare le problematiche delle varie affezioni artroreumatiche. Della stragrande maggioranza di queste, la prognosi è assolutamente favorevole, tuttavia per molte non siamo ancora in grado di offrire al paziente una guarigione completa. Per fortuna le cure da noi praticate permettono di ottenere risultati soddifacenti riducendo la sintomatologia, favorendo la scomparsa di certi sintomi e la conservazione della funzionalità articolare, la prevenzione delle deformazioni e la correzione chirurgica eventuale di queste.

Tuttavia questo significa che non siamo in grado di debellare la malattia in quanto tale. Un approccio moderno della malattia deve avere come obiettivo anche il mantenimento e il ripristino della vita alle condizioni migliori possibile, permettendo a chi ne è affetto di continuare il proprio lavoro, di potere accudire alle proprie facende quotidiane, in poche parole di avere una "qualità" di vita il più normale possibile.

Determinante in questo processo è l'informazione del malato, della sua famiglia, degli amici e congiunti. Purtoppo molto spesso si tende a sottolineare solo l'importanza ed i vantaggi di un trattamento farmacologico o chirurgico, trascurando in modo grave quei problemi di vita quotidiana che tali pazienti in misura varia secondo la patologia in questione presentano.

Aiutare i malati a svolgere manualità corrette, non solo permette di prevenire ulteriori aggravamenti, ma dà anche la possibilità di riacquistare funzioni perdute. La vita di tutti i giorni diventa difficile, è costellata di ostacoli da superare e i semplici gesti quotidiani, ripetitivi, se condotti male, sono fonte di dolore e di ulteriore aggravamento. In taluni settori si parla di "economia articolare".

Non vorrei però ridurre le cose solo a questo, la qualità di vita è anche conscere meglio i propri limiti e favorire le qualità residue. In un anziano talvolta possiamo trovarci in condizioni un poco diverse da quelle che troviamo nell'adulto. Gli anziani, spesso, rifiutano qualsiasi tipo di ausilio, aspettandosi che "le loro" forze li aiutino a lottare contro il dolore e il disagio; talvolta l'anziano è molto meno remissivo dell'adulto, egli necessita dimostrare che ce la può fare. Questo attegiamento va valorizzato, insegnando al paziente quelle piccole cose che possono favorire il superamento degli ostacoli.

La qualità di vita può migliorare enormemente. I trattamenti devono favorire l'indipendenza, la dignità e il rispetto. Si dovrebbe iniziare con esercizi leggeri, calore locale ed esercizi in acqua calda se possibile, favorendone l'esecuzione quotidiana.

Talvolta si rendono necessari ausili per la deambulazione e per la vita di tutti i giorni al fine di mantenere l'indipendenza della persona.

L'inattività prolungata può portare ad una perdita del movimento e dell'uso degli arti non più recuperabile.

Il trattamento farmacologico dell'anziano è uguale a quello che si deve fare in qualunque altra età, eccetto per il fatto che è necessario iniziare con dosi più basse in quanto gli anziani sono molto più sensibili agli effetti collaterali.

L'interazione tra diverse malattie e tra varie medicine può render più complesso il trattamento, è pericoloso assumere alcol insieme ai trattamenti farmacologici. Gli anziani sono spesso confusi o hanno perdita della memoria e possono dimenticare di prendere le loro medicine, la confusione aumenta se essi debbono assumere molti tipèi di farmaci nella stessa giornata e se questi vengono cambiati spesso.

I pazienti anziani effettueranno la loro cura meglio se avranno pochi farmaci da distribuire in una o due prescrizioni al giorno, se questi saranno confezionati in modo da essere facilmente estratti dalla confezione, se avranno le etichette scritte in modo chiaro e preciso. Le istruzioni si devono dare in modo semplice e chiaro e dovrebbero essere date anche ai congiunti.

vedi la seconda parte

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Daniele Franchini