home e-mail News Cultura Medicina Varie Indice

Anziani Associazioni Autori Biologia Chirurgia estetica Clinica chirurgica Clinica medica Clinica ortopedica Dermatologia Diagnostica Farmaci Fisiologia Grandi argomenti Igiene Odontoiatria Osteoporosi Pediatria Sessuologia Tumori

Interventi sull'area del capezzolo

Adriana Pozzi

I capezzoli introflessi, troppo esuberanti o troppo piccoli oppure le areole troppo grandi e sporgenti sono facili da correggere mediante interventi realizzabili in anestesia locale con periodo di recupero post operatorio veloce. I capezzoli introflessi si manifestano di solito come delle piccole fessure o depressioni che possono apparire su una sola od entrambe le mammelle.

Spesso questa deformità è presente dalla nascita (congenita), ma può essere dovuta ad un processo cicatriziale insorto dopo un periodo di allattamento, un'infezione dei dotti galattofori o un intervento chirurgico sulla mammella. Il capezzolo introflesso può causare problemi funzionali come irritazioni cutanee, impossibilità ad allattare o più semplicemente il fatto che la donna non accetta esteticamente questo difetto e desidera correggerlo. Circa un due per cento delle donne è affetto da questo problema di capezzolo introflesso che può essere di lieve entità o di entità maggiore a secondo la severità della retrazione cicatriziale dei dotti galattofori, che vengono stirati verso il basso, e della quantità di tessuto che manca alla base del capezzolo.

Esistono vari gradi di retrazione:
> Grado I - il capezzolo può essere estroflesso manualmente in modo facile e mantenere la proiezione.
> Grado II - il capezzolo può essere estroflesso manualmente ma non in modo così facile e tende a retrarsi piuttosto facilmente.
> Grado III- è praticamente impossibile estroflettere il capezzolo.

GLI INTERVENTI Esistono diverse tecniche per correggere questo tipo di deformità ma queste si possono riassumere in due principali categorie: quelle che rispettano i dotti galattofori e quelle che invece interrompono i dotti.
Alcune tecniche prevedono il restringimento alla base del capezzolo, altre invece prevedono interruzione delle cicatrici retraenti mediante incisioni interne e suture che tengono sollevato il capezzolo. La scelta della tecnica dipende dal grado di contrattura dei dotti galattofori e dalle aspettative della paziente.

Un grado III di contrattura richiede una tecnica che interrompe i dotti galattofori, un lieve grado di contrattura, come un I o un II grado non rende necessaria l'interruzione dei dotti. L'intervento può essere effettuato in ambulatorio, con anestesia locale. E' molto tollerabile dal punto di vista del dolore e non è necessaria alcuna sedazione. Si praticano delle piccole incisioni sulle areole e si libera il capezzolo. Viene applicata la medicazione e non sono necessari i drenaggi. L'intervento può essere eseguito in combinazione con l'aumento delle mammelle, la riduzione o la pessi (sollevamento delle mammelle). La guarigione è rapida. Si può riprendere l'attività lavorativa quasi subito. Le suture vengono rimosse entro 5-7 giorni. Il dolore ed il gonfiore sono minimi. La sensibilità può ritornare normale quasi immediatamente o dopo alcuni giorni. Il risultato finale è quello di un capezzolo di aspetto naturale dalla sensibilità e proiezione normali ed è duraturo. Raramente si possono verificare delle complicanze come la recidiva, ovvero il ritorno alla condizione iniziale, che può essere parziale o completa. Le cicatrici sono praticamente invisibili.

RIDUZIONE DEI CAPEZZOLI I capezzoli possono essere lunghi e proiettanti oppure possono essere rivolti all'ingiù o molto larghi in diametro. Questo spesso accade nella donna dopo uno o più allattamenti, in seguito ai quali i tessuti del capezzolo sono stati stirati e non ritornano più nella normale dimensione. Si può però riscontrare un'esuberanza dei capezzoli anche nell'uomo, in una sola o entrambe le mammelle. La correzione chirurgica viene richiesta per ragioni estetiche al fine di migliorare le proporzioni fra i capezzoli e le mammelle. Il tipo di intervento dipende dal grado di riduzione che il/la paziente desidera. Può richiedere la semplice rimozione dell'apice del capezzolo. Ma può essere necessaria l'asportazione di un cilindro di cute alla base del capezzolo stesso.

Dopo questi interventi la sensibilità resta immutata e spesso anche la possibilità di allattare. Così come l'introflessione dei capezzoli anche la riduzione può essere effettuata ambulatoriamente, in anestesia locale. Per il paziente è confortevole, ben tollerabile e non è necessaria alcuna sedazione. Le incisioni chirurgiche vengono praticate sul capezzolo e si rimuove il tessuto in eccesso. Per finire viene applicata una medicazione leggera.

I drenaggi, anche per questo intervento, non sono necessari. Questo intervento può essere effettuato in combinazione con altri procedimenti come l'aumento delle mammelle, la pessi (sollevamento) o la riduzione. Il periodo di ricupero post operatorio è veloce. E'possibile ritornare al lavoro e riprendere la maggior parte delle attività e fare la doccia il giorno dopo. Le suture vengono rimossa da quattro a sette giorno dopo. Il dolore ed il gonfiore sono minimi. La sensibilità rimane normale. Il risultato finale è naturale ed il risultato è permanente.

AUMENTO DEI CAPEZZOLI Le tecniche per aumentare i capezzoli sono numerose. Spesso si effettuano innesti di tessuto ( come cartilagine o grasso) prelevati da un'altra area del corpo. La selezione dei pazienti è accurata poiché l'esito positivo dell'intervento dipende dall'anatomia del capezzolo che può non essere adatto per l'aumento.

L'area di cute pigmentata che circonda il capezzolo, detta areola, può avere un diametro molto ampio e può avere diverse gradazioni di colore. Ciò può essere dovuto ad una situazione congenita o ad un aumento di volume durante l'allattamento e non ritorna mai alle condizioni iniziali. In una deformità congenita detta "mammella tuberosa" le areole sono sporgenti perché la ghiandola ernia attraverso di esse, come se attorno alla base della mammella ci fosse un anello che stringe. Entrambi i casi si possono correggere con una intervento di riduzione dell'areola, che comporta una incisione praticata al margine areolare e la rimozione di un anello sottile di cute pigmentata . Si termina l'intervento con una cicatrice che rimane ai margini dell'areola, al confine fra la cute pigmentata e non pigmentata. Questo intervento può essere realizzato ambulatoriamente in anestesia locale.

Si può riprendere l'attività lavorativa il giorno dopo. Non ci sono problemi di ridotta sensibilità a carico delle areole o dei capezzoli. Le cicatrici possono diventare più larghe e visibili ma l'applicazione di cerotti o il massaggio con creme adeguate dopo l'intervento prevengono questa complicanza.

Webmaster
Daniele Franchini