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ARCHEOFARMACIA(all'origine dei medicamenti)Oltre i segreti delle piante medicinalidi Antonino Raitano Per tutto il medioevo Plinio fu sinonimo di "Storia Naturale" e la popolarità dell'Opera continuò con i primi stampatori: diciotto edizioni prima del 1500! Nel 1532 a Brunfels, presso Magonza, un omonimo certosino convertitosi al luteranesimo pubblicò un erbario illustrato veramente prezioso (più per le figure che per il testo). Un certo Leonard Fochs (da lui prese il nome la fucsia) seguì le sue orme insieme a molti altri innamorati della botanica. Questi erbari raggiunsero poi gli altri paesi europei ed anche la lontana Spagna di quei tempi. Qui influenzarono un certo Francisco Hernandez che finanziò una spedizione per osservare e descrivere le bellezze del Nuovo Mondo scoperto intanto da C. Colombo. Così vennero messi a confronto sistematico i due grandi patrimoni naturali della flora dei due continenti allora conoscibile. Questo Hernandez divise, ad esempio, il regno vegetale degli antichi Aztechi in due grandi ordini tassonomici, quello del legno (quauh) e quello delle erbe (xiuh), e suddivise poi piante ed alberi in quattro più grandi classi a seconda degli utilizzi pratici e delle proprietà medicinali delle singole specie. In mancanza di dati precisi e documentati ebbe anche il coraggio scientifico di fare personalmente da cavia (e rischiò per questo fatto anche di morire intossicato!). Citiamo alcuni esempi di piante del Nuovo Mondo descritte. Nel folto della giungla, nelle terre dei gloriosi Maya, presso le rovine della città di Bonampak, vivono ancor oggi i cosiddetti "chicleros", ossia raccoglitori di succo di "chicle", che è una materia prima con cui si può fabbricare la gomma da masticare. Nell'Honduras gli Indiani raccolgono sempre, come i loro antichi progenitori, la corteccia di liquidambar, parte esterna di una lauracea aromatica, dalla quale si estraggono un olio commerciabile impiegato come tonico e astringente, nonché una resina balsamica. Uno dei tesori classici della Foresta amazzonica, fin dai tempi più antichi, sembra essere il guaranà, usato dai popoli primitivi, ma anche oggi, come alimento completo e come stimolante-energetico. E' ritenuto una basilare pianta medicinale, dono della natura essenziale. I frutti forniscono dei semi da cui si ricavano sostanze utili come preventivi e curativi in diverse situazioni patologiche con potere: digestivo, disinfettante intestinale, antimeteorico, sedativo e calmante, tonico cardiovascolare, vasodilatatore, anti arteriosclerotico, tonico muscolare, tonico cerebrale, integratore ricco di vitamine, ferro e fosforo. Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore francese in Portogallo, portò dall'America i semi della pianta in Europa. Gli Europei apprezzarono ben presto il tabacco come medicamento, in varie indicazioni, e lo somministrarono persino in forma di clistere (era di moda). Finendo poi per scegliere l'uso voluttuario di fumarne le foglie essiccate e arrotolate. |
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