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Psicologia della donna sieropositivaVirna ValdréPer una ragazza sieropositiva la gravidanza rappresenta un periodo molto "delicato", perché non si sa se le sue difese immunitarie reggeranno per nove lunghi mesi. Psicologicamente lo stato emotivo della persona sieropositiva può essere teso e preoccupato nel periodo della gravidanza, perché non esiste medicina alcuna che possa aiutare la donna sieropositiva ad aumentare o preservare le sue difese, né alcun medico può garantirle un miglioramento o prevedere un peggioramento della sua situazione immunitaria. Non è possibile prevedere come reagiranno gli anticorpi legati ai leucociti (CD4) durante e, soprattutto, dopo il parto, in quanto la risposta immunitaria varia da soggetto a soggetto e non e' facilmente facilmente predeterminabile. Certamente, però, una donna con un numero elevato di CD4 e CDS (gli anticorpi legati ai leucociti), ha la possibilità di affrontare meglio la gravidanza, rispetto ad una persona che abbia delle difese immunitarie molto basse. Aldilà di qualsiasi discorso legato allo stato fisico della gestante, c'è un dilemma che domina nella mente della madre sieropositiva: "Mio figlio sarà sieropositivo come me, oppure sarà sieronegativo?". In altre parole la madre si chiede se esiste la possibilità di trasmettere, insieme alla vita, anche il virus. Questo dilemma è veramente un'incognita e rimarrà tale fino alla nascita del bambino, cioè fino a quando il nascituro sarò sottoposto al test HIV. Occorre tenere presente che esistono tre possibilità:
Personalmente ho visto diversi casi dt questo tipo. Avere un figlio è un evento meraviglioso ed un'esperienza che va cercata e affrontata, soprattutto quando il partner, sia compagno o marito, è vicino e costituisce un sostegno morale ed affettivo per la donna. Penso che la gravidanza sia un momento molto delicato per tutte le donne, per la donna sieropositiva in particolare, ma dobbiamo tenere presente che la vita è una lotta e bisogna combattere. La sieropositività implica una "battaglia non solo tra gli anticorpi ed il virus, ma anche tra la mente ed il corpo, per tutte le ripercussioni psicologiche che essa determina. Questa è una malattia imprevedibile con un andamento bizzarro. Essere sieropositiva significa lottare contro quel maledetto e potente virus che si ha dentro tutti i giorni, ma bisogna tener conto che il sistema immunitario può controllare il virus anche durante la gravidanza oppure andare incontro ad un periodo di depressione irnrnunitaria che viene poi recuperato. Sono convinta che quando la donna sieropositiva pensa che la sua creatura vivrà grazie ai suoi sforzi, ai suoi sacrifici ed al suo coraggio, avrà dato una dimostrazione di vittoria della vita sul virus. |
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