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L'acqua fresca

Antonino Raitano

Conservare lontano da fonti di calore ed al riparo dalla luce solare".

Ricordo ancora con piacere (e soddisfazione per avervi partecipato) il Convegno di fine novembre 1997 sul tema "L'acqua da cima a fondo" , organizzato con perizia e previdenza dall'AMI di Imola(Azienda Multiservizi Intercomunale), con due significative Sezioni di conferenze: "Chiare, fresche, dolci acque" (le risorse idriche) e "La vita ha bisogno d'acqua"(l'acqua nell'alimentazione). Ci ripenso a proposito del fatto che siamo, forse, il paese europeo più forte consumatore di acqua in bottiglia.

Quando, mi confidava amichevolmente il prof. Edoardo Turchetto (direttore del Centro Universitario per la Nutrizione Umana di Bologna), relatore al citato Convegno, l'acqua dei nostri rubinetti(intendiamo quella di Imola) è fra le migliori che ci sono oggi disponibili nei nostri servizi pubblici(e Lui se ne intendeva per averne analizzate centinaia in tutta Italia).

A questa autorevole conferma segue la questione che, oltre al requisito indispensabile della potabilità, l'acqua che sgorga dai nostri rubinetti(basta lasciarla scorrere qualche secondo per averla sempre fresca, anche d'estate) ha un sapore(avvertibile fisiologicamente come una sensazione di olfatto retronasale) decisamente buono ( e aggiungerei sicuramente sano).Cosa che non mi sento di affermare per l'acqua in bottiglia di plastica (meglio certo quella in vetro).
Intendiamoci: l'acqua in bottiglia di plastica(PET) è giudicata potabile, con tanto di certificazione universitaria, o di Azienda USL, e di autorizzazione del Ministero della Sanità alla messa in commercio. Ciò ovviamente garantisce "a monte" il consumatore. In più il produttore(raccoglitore, imbottigliatore) raccomanda per legge in etichetta

Nota questa che tempo addietro (non molto) non c'era: di fatti l'acqua stava tranquillamente fuori dai negozi al sole ed alla luce diretta (ancora adesso? chi controlla?). Il PET ( e altre plastiche da alimenti) è materiale plastico adatto per uso alimentare(è anche bello, leggero, trasparente ecc.), ma purtroppo modifica il sapore dell'acqua nel tempo ed in funzione delle modalità di conservazione della bottiglia. Un segno evidente (e banale) di questa alterazione è quella che quando uno si abitua a bere acqua in bottiglie di plastica, poi avverte facilmente come "più pesante da digerire" l'acqua di rubinetto.
Che è vero è più dura(più ricca in particolare di sali di calcio e di magnesio), ma ciò non ha niente a che vedere con la sua digeribilità(i sali sono tutti perfettamente disciolti nell'acqua e anche se, per assurdo, non lo fossero, si scioglierebbero subito nel nostro organismo).
La differenza di caratteristiche avvertita dall'utilizzatore è invece facilmente quella del sapore (che è fra le cosiddette qualità organolettiche) e della freschezza (è chiaro che anche un'acqua in bottiglia, messa in frigo preventivamente, può diventare fresca e più appetibile, ma il fresco resta requisito artificiale e, in genere, più intenso; quindi più dannoso per lo stomaco, specie se si tratta di acqua gassata). Insomma noi siamo decisamente a favore dell'acqua di rubinetto.
Qui a Imola abbiamo la fortuna di averla buona: non sa di cloro, come altre, è dura quanto basta(in relazione alla sua origine, e la durezza non è pericolosa), è controllata ogni giorno in numerosissimi parametri (almeno una cinquantina), compresi quelli relativi alla sicurezza microbiologica.
Che si può volere di più? A fronte di un'alternativa, sicuramente meno buona, che non si sa mai con certezza come sia stata conservata nel suo lungo ciclo esistenziale (dal produttore al consumatore) e, che infine, tra l'altro, è decisamente più costosa e faticosa da trasportare (il santo rubinetto l'abbiamo in casa!).

Indice di Antonino Raitano

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Daniele Franchini