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CASE CHIUSE - SESSO APERTO

di Daniele Franchini

Nel lontano 1950, la Senatrice Merlini aveva in gestazione la sua legge sulla chiusura dei "casini", che poi partorì, se non erro, nel 1958.
Ad Imola un gruppo di studenti universitari aveva creato da pochi anni un circolo culturale "Il Centro Giovanile di Studi", che visse dal 1948 fino prima dell'inizio degli anni '60. Partecipai alla "fondazione" assieme ad amici studenti d'agraria, economia e commercio, farmacia, legge, lettere antiche e moderne, ingegneria, medicina, veterinaria.
Non vissi la "chiusura" perché mi ero trasferito oltre oceano.
I membri del Centro, a turno, sviluppavano argomenti di attualità, legati alla professione per la quale si stavano preparando, costruivano una "conversazione - conferenza" che diveniva motivo di discussione nel corso della riunione settimanale.
Molti dei membri del Centro avranno occasione di leggere queste righe e mi auguro di avere risvegliato in loro il desiderio di ricordare e quindi di mettersi in contatto con me per rispolverare quelle conversazioni che ancora oggi sarebbero attuali.
Alcuni, purtroppo, ci hanno già lasciati per sempre. (r.i.p.) Tutti loro, lo ricordo bene, toccarono argomenti e previdero l'evoluzione dei fatti, in modo terribilmente profetico.

Se quel circolo fosse nato a Milano, a Roma o a Torino, sarebbe diventato un circolo noto e importante ed avrebbe prodotto chissà quante cose interessanti. Fu creato ad Imola, piccola cittadina provinciale poco nota, perché allora non c'erano ancora né le grandi Cooperative, né il Circuito, né il Mercatone con i suoi ciclisti, che l'hanno resa nota in tutto il mondo. Imola, inoltre, non era allora molto aperta alla cultura, cosicché il Centro rifulse come una cometa per breve tempo, per poi perdersi nello spazio infinito delle cose belle perdute.

Assieme all'amico Adelmo Costa, anch'egli recentemente scomparso, c'interessammo del problema della "chiusura". Il Costa scrisse alla Merlini chiedendo spiegazioni, documenti, notizie, ma la risposta fu negativa, anzi evasiva, come si conviene ad un politico che sta preparando una legge impopolare. Svolgemmo inchieste nelle "case", interrogando le datrici di lavoro, gli utenti ed anche quelli, unici, che ci guadagnavano abbondantemente sopra quel lavoro.

Nacque un lavoro-conferenza firmato da Adelmo Costa e Daniele Franchini, che mi propongo di pubblicare per intero, nel quale furono toccati tutti i punti più importanti della questione e vennero espressi tutti i dubbi che poi sono divenuti realtà. Oggi si dice sia necessario togliere le ragazze in vendita ad ore dalla strada; molti sindaci di distinti colori l'hanno già fatto (ma dove le hanno messe?)

C'è chi vorrebbe riaprire le "case chiuse", chi codificare il commercio in altro modo, chi vorrebbe che le ragazze si riunissero in cooperative autogestite, chi in attività singola. In ogni caso il problema c'è, è grave perché ipertrofizzato dall'immigrazione clandestina: e noi l'avevamo previsto 48 anni fa.

Cari ragazzi imolesi, studenti universitari di provincia, la maggior parte dei quali, per fare carriera avete dovuto emigrare da Imola, dentro l'Italia o all'estero!

Se foste vissuti a Roma, forse la legge Merlini sarebbe nata morta o diversa, tante altre cose avrebbero avuto un altro aspetto. Forse!

Vedi la conferenza integrale

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Daniele Franchini