home e-mail News Cultura Medicina Varie Indice

- Salvestrini Alimentazione Ambiente Animali Eutanasia Grandi argomenti Case chiuse, prostituzione... Case chiuse; progetto Merlin... Clonazione umana -... Italia multietnica... La nuova vita di un medico paz... Malattie mentali: una realtÓ... Medicina (La) cinese... Medicina cinese... Medicine alternative... Onore al lavoro... Professione mamma... Progetto Sartori, lavoro 35 or... Riforma Biagi... Stragi del sabato sera... Stragi e velocitÓ... Igiene Religione Romagna Varie Vendita

Le case chiuse, ovvero "Le dispensatrici di sesso a pagamento"

di Adelmo Costa e Daniele Franchini

Quando decidemmo di svolgere questo argomento pensammo di rivolgerci direttamente all'on. Merlin: le scrivemmo una lettera (firmata da Costa, tuttora in possesso di DF) chiedendole consiglio e materiale in cui fosse illustrato il suo progetto legge, possibilmente corredato da dati statistici sicuri. L'on. Merlin ci rispose - con sollecitudine - quanto segue:

Preg. Sig. Costa ,

apprezzo molto il suo interessamento per i problemi sociali di grande importanza per la nostra vita civile.
Sono dolente di non poterle inviare il materiale che le potrebbe servire.
Ne ho raccolto molto, ma sono stata prodiga di esso con giornalisti e studiosi. Disgraziatamente nessuno ha mantenuto la promessa fattami di restituirmelo. Potrei indicarle solo dei libri, degli opuscoli e dei giornali che hanno parlato pro e contro, in modo che lei possa farsi un'opinione, dopo avere esercitato il suo spirito critico.
Un consiglio mi permetto di darle, se lei si servirà di statistiche, di cui è stata prodiga la stampa in questa occasione, un consiglio implicito in questa domanda: a quali statistiche credere, almeno approssimativamente, a quelle ufficiali o a quelle di incontrollati organismi privati?
Cordialmente la saluto

Luisa Merlin

Interpretammo questa risposta come un cortese invito a non insistere: d'altra parte non ci aspettavamo molto di più avendo appreso dalla stampa che la Senatrice, stanca delle beghe procuratele dal suo progetto legge, si era chiusa in un assoluto mutismo e aveva deliberato di non voler parlare più dell'argomento, né con amici, né con avversari.
Siamo stati così costretti a servirmci di poche riviste e giornali, che ci davano affidamento per serietà ed esattezza.

La senatrice Merlin, facendo propria l'iniziativa della "Alleanza Femminile per la libertà, l'uguaglianza, la pace" - organismo di cui non sono riuscito a conoscere né la natura, né il colore - nel maggio 1948 presentò un promemoria al Presidente del Consiglio sulla questione delle "case chiuse". Dopo qualche tempo - e precisamente il 6 agosto 1948 - presentò al Senato un disegno di legge intitolato "Abolizione della regolamentazione della prostituzione, lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui e protezione della salute pubblica". Il progetto venne affidato ad una commissione ministeriale presieduta dal Sen. Boggiano Pico, che, avendo già per conto suo approfondito il problema, rielaborò il progetto che in seguito fu presentato e discusso al Senato. Ritengo utile leggervi il Disegno legge nel testo integrale.

La discussione che ne è seguita in Senato e che ha occupato sette giornate di lavoro parlamentare - a mio parere - non brilla per l'eccessiva chiarezza di concetti, per spassionata disanima del problema, e - tolti gli interventi della Merlin e del Sen. Pieraccini - per troppa preparazione sull'argomento. Io ho letto un lunghissimo resoconto del dibattito: ne ho ricavato l'impressione che siano state dette molte, molte parole, ed espresse poche idee. Forse vari senatori hanno parlato più in foga di sentimento che di praticità. Da rilevare il fatto che vari oratori hanno premesso al proprio intervento, di parlare a titolo personale e di non avere ordini di scuderia. E ciò legittimamente può far pensare che quando sono in gioco problemi ben più gravi per la vita della Nazione gli On. Senatori lasciano a casa cuore e cervello e servono devotamente il proprio partito. Constatazione triste.

La discussione del progetto Merlin ebbe inizio al Senato il 12 ottobre 1949. Mi riferirò più che altro ai discorsi della Senatrice Merlin e del Senatore Pieraccini: oltre ad essere i due interventi più impegnativi, per il fatto che sostengono tesi opposte, contengono quasi tutto ciò che è stato detto dagli altri. Seduta del 12 ottobre:

La Sen. Merlin ricorda come la notizia del suo progetto ha originato in tutti i ceti sociali vivaci reazioni, violente proposte, infinite critiche; dice di essere stata colpita dolorosamente da tale fenomeno, in quanto pensava che negli Italiani fossero ormai maturati i sacri principi della libertà degli individui, affermati nella costituzione. Soggiunge che si sono recati presso di lei individui di ogni genere e di ogni categoria sociale presentandole controprogetti e arrivando fino a insulti, contumelie e minacce. Evidentemente la maggior parte di essi non conoscevano il suo progetto od erano esponenti di categorie interessate. Ma nulla ha potuto scuotere la sua fede e farle deflettere dai suoi principi. E' convinta infatti che fino a quando nel proletariato non cesserà il degradamento dell'uomo, l'atrofia del fanciullo nelle tenebre, e la caduta della donna per la fame, l'umanità non potrà raggiungere una vera elevazione morale. Il problema della prostituzione è di tutti i paesi e di tutti i tempi. E' ben consapevole che il suo progetto non può miracolosamente sanare questa piaga che ha riflessi in tutti gli ambienti sociali e che esiste fin dalle origini dell'uomo, anche se il meretricio aveva nel mondo antico aspetto diverso, dato che l'offerta della donna era ammessa per norma comune. Ma la società moderna, basata sul principio del rispetto della libertà umana, ha l'obbligo di andare al di là delle leggi del passato superandole e, se occorre, distruggendole. La regolamentazione oltre a colpire la sola donna con tutte le misure più degradanti, potenzia e favorisce la prostituzione, agevola il reclutamento delle infelici e l'allettamento dei giovani i quali certamente, seppure non resterebbero casti, cederebbero più tardi al richiamo del vero amore, senza avere prima perduto la poesia della donna e senza portare poi, nel talamo, abitudini che sono la causa non ultima dello sfacelo della famiglia. Dalle statistiche relative alle cause che inducono le donne a prostituirsi risulta che il 38% sono da ricercarsi nei bassi salari ed il 10% nella miseria assoluta. Sono dunque le cause economiche quelle che stanno al fondo dell'angoscioso problema. Lo sfruttamento di questa miseria è in mano a certi non sospetti , ad intermediari, a collocatori, a loschi fornitori, che formano nei paesi dove vige la regolamentazione, grandi imprese, che prendono i nomi più diversi e dispongono di ingenti capitali. Questi organismi, ogniqualvolta spiri aria abolizionista , con propaganda, corruzione, intimidazione , scandali, appelli a falsa morale, cercano di imbrogliare il cittadino che rimane perplesso e no sa più cosa pensare. Ciò è avvenuto recentemente in Francia e avviene ancora: si cerca di allarmare l'opinione pubblica con false statistiche sull'incremento delle malattie veneree.

Cita brani di lettere in cui vengono denunciate le manovre svolte nell'ombra, in Italia e fuori, da persone interessate al mantenimento delle case di prostituzione; afferma che le notizie riportate recentemente dalla stampa sulla tratta delle bianche, le sono risultate vere. A Torino esiste un'organizzazione che esercita il traffico delle ragazze, importandone ed esportandone. Vengono reclutate ragazze pere essere esportate in America come ballerine o segretarie, queste vengono inviate in Svizzera: di qui vengono smistate e attraverso losche manovre impegnate nella malavita. La legge colpisce coloro che esercitano tale tratta solo se le vittime sono minorenni: ma la responsabilità dello Stato, nel caso delle maggiorenni è gravissima. L'autorità dello Stato è poi gravemente compromessa dal fatto che esso percepisce forti tasse sull'esercizio della prostituzione. Passa quindi a citare i fantastici guadagni realizzati dai tenutari di case di meretricio nelle piccole e grandi città. A Modena, per esempio, il tenutario di una casa di tolleranza percepisce più di 100.000 lire giornaliere. A Roma, tre delle sedici case di tolleranza appartengono ad un solo proprietario il quale percepisce metà dell'incasso giornaliero: fino a 800.000 lire. Nelle case romane di tolleranza da lei visitate ha constatato che il vitto delle ragazze, a carico delle quali sta la maggior parte delle spese, è insufficiente. Da Lettura di brani di numerose lettere di prostitute, da cui risulta la misera e disgraziata vita di queste ragazze, sfruttate in tutti i modi, sottoposte a tutte le forme più disgustose di abiezione, con insufficiente protezione igienico sanitaria. Da tutti questi documenti viene messo in luce in tutti i suoi aspetti il turpe commercio e la tragica farsa regolamentista, in conseguenza della quale, secondo un nuovissimo processo di alchimia moderna, la carne umana si trasforma in oro a beneficio di alcuni sfruttatori. Sotto l'aspetto giuridico la regolamentazione della prostituzione è in assoluto contrasto con gli articoli 3,32,41 della costituzione: è pure in contrasto coi criteri a cui si informa l'ONU. Parlando degli altri paesi afferma che - secondo i dati di cui è in possesso - la regolamentazione è stata abolita o non esiste almeno in 80 paesi. Si sofferma a considerare la situazione dell'Inghilterra dove la soppressione della regolamentazione - che peraltro fu in vigore solo dal 1868 al 1886 per i porti e le città di guarnigione - si è dimostrata efficace anche durante i periodi di guerra. In Russia - afferma la Merlin - non soltanto la regolamentazione ma la stessa prostituzione è stata abolita con indiscutibili benefiche conseguenze, tanto è vero che la percentuale degli affetti da malattie veneree che , prima della rivoluzione, era del 50%, è scesa, prima dell'ultima guerra al 6%. In Francia - come ha potuto personalmente constatare in una sua recente visita a Parigi, la situazione è migliorata dopo la chiusura delle case, per quel che riguarda la mobilità nel settore delle malattie veneree. Cita le statistiche ufficiali del Ministero francese della sanità pubblica.. Asserisce che è assolutamente infondata la notizia della riapertura - in Francia - dei postriboli. Si dichiara convinta che dall'applicazione del suo decreto legge diminuirà la morbilità venerea. Dagli indici statistici appare evidente che nelle città maggiori, dove più numerose sono le case di tolleranza, anche la diffusione delle malattie veneree è più intensa. Dai dati statistici eseguiti presso i vari corpi delle forze armate si rileva che la diffusione delle malattie veneree è più forte tra le reclute - che credono ancora nel potere di immunizzazione delle case - che non in altri corpi, quali ad esempio i carabinieri. Dato che poi il numero delle prostitute clandestine è assai più forte di quello delle tesserate ( che ammontano a circa 6000) e di quello delle ospiti delle case ( che sono circa 3000) è evidente l'impossibilità da parte dello Stato di regolamentare il meretricio.

Le visite sanitarie nelle case sono del tutto insufficienti per prevenire la diffusione delle malattie veneree: praticamente un controllo efficace sulle donne è impossibile tra un rapporto e l'altro, specialmente quando questi assumono - come essa ha avuto occasione di accertare - un ritmo fino di cento al giorno. Riconosce che il suo progetto legge dev'essere integrato da una parte riguardante la profilassi in quanto è giusto che i medici si assumano la responsabilità della sua formazione. Dichiara che mentre bisogna insistere nella lotta contro le malattie veneree, anche se assai costosa, occorre sviluppare una coscienza igienica nel cittadino, e soprattutto diffondere una morale sessuale diversa, offrendo alla gioventù molteplicità di attività sportive ed una vita ispirata ed immersa nell'ambiente purificatore della natura. Il regime regolamentista, al contrario, opera in senso negativo sul costume morale e sessuale degli uomini. Non crede che la prostituzione sia come un destino prefissato per certe donne: ciò che prevale come elemento determinante nella formazione psicologica della donna è l'ambiente sociale: la prostituzione di molte donne è causata dalle contraddizioni e dalle diseguaglianze che caratterizzano la nostra società. Ripete che la prostituzione ha quasi sempre origine dalla miseria. Rileva che da taluni è stato affermato che il suo progetto nuoce alle classi meno abbienti, dato che non sono i ricchi a frequentare le case di tolleranza. Per questo è stata accusata di non rispettare i principi del socialismo. Obbietta che ammette che esista l'istinto - ma non la degenerazione - e che è necessario preoccuparsi di dare lavoro a quanti ne sono privi e di offrire possibilità di vita a quelli che non l'hanno piuttosto che preoccuparsi del problema sessuale delle classi proletarie. Osserva che l'abolizione della regolamentazione comporta la risoluzione del problema della rieducazione delle donne dimesse dalle case di tolleranza. Ciò è previsto dall'articolo 8 del progetto. Si dichiara convinta della possibilità di recuperare molte delle prostitute. E' inoltre necessario riformare l'attuale polizia del costume che rappresenta un ostacolo all'opera di risanamento in quanto molti agenti finiscono col rendersi complici degli interessati alla prostituzione. Per questo l'articolo 12 del progetto prevede l'istituzione di un corpo speciale di polizia femminile a somiglianza di quelli già esistenti in molti altri paesi.

Le case di recupero dovranno essere dirette con criteri larghi e non costituire delle case di penitenza, ma degli ambienti sani e sereni. Conclude invitando il Senato a voler considerare i problema come il più importante: il problema di una società che scricchiola sotto l'impalcatura di uomini cupidi e viziosi e di donne ridotte all'obbrobriosa condizione di schiave. Invano il cristianesimo avrebbe levato la donna dalla condanna di Eva alla divina maternità, se non si compisse quest'atto liberatore.

Nella seduta del 16 novembre 1949 parlò il senatore Pieraccini: ve ne riassumo il discorso.

Dichiara di dissentire da tutti coloro che si sono espressi a favore dell'abolizione del presente sistema di prostituzione regolamentata. E' convinto che la prostituzione è una malattia sociale insopprimibile, almeno nell'attuale ordinamento sociale e che le malattie veneree sono malattie evitabili nei cui riguardi non esiste una cura preventiva ma tutto dipende dalla profilassi. Le critiche degli abolizionisti sui sistemi profilattici attualmente vigore sono attualmente infondate per chi conosca veramente i regolamenti che disciplinano la vita dei postriboli. Bisogna tenere presente le tre classi di prostitute: quelle delle case, quelle tesserate ma vaganti e libere, quelle clandestine, queste ultime sono le più pericolose dal punto di vista sanitario. Quelle semplicemente tesserate possiedono quasi tutte un libretto che deve essere sempre aggiornato con l'annotazione delle visite e degli esami sierologici che la legge dispone. Quelle delle case, per esservi accolte, subiscono una visita preventiva di ammissione nell'ambulatorio provinciale: esse sono sottoposte a una molteplicità di misure profilattiche settimanali e mensili, le quali danno un'assoluta garanzia.

Il primo effetto dell'applicazione della legge Merlin, sarebbe quello di accrescere il numero delle clandestine. Da parte di alcuni si grida allo scandalo: le donne che stanno chiuse nelle case non scandalizzano nessuno, bensì le clandestine e le libere che adescano apertamente gli uomini e talora offrono persino pubblico spettacolo. Non è vero che le ragazze delle case siano costrette a continuare il loro mestiere: infatti non esistono contratti altro che per periodi di 15 giorni. Le prostitute inoltre possono lasciare il postribolo in cui lavorano in qualsiasi momento e se qualcuno si opponesse esse possono sempre ricorrere all'autorità di pubblica sicurezza. La schiavitù di cui parla la sen. Merlin, di fatto non esiste. Il postribolo è uno strumento di difesa sociale generale: in esso si rifugiano donne criminaloidi che - se lasciate libere - costituirebbero un grave pericolo per la società. Il postribolo e anche l'attività delle donne non tesserate concorrono a diminuire i danni sociali che possono essere provocati dagli effetti degli stimoli sessuali, quali l'esibizionismo, le violenze carnali, gli stupri. "Lo stimolo sessuale negli uomini è così potente da sgomentare chi voglia fermarlo col mezzo della legge".

Da recenti statistiche degli ambulatori di Milano e Torino risulta che il numero degli ammalati di malattie veneree è maggiore fra gli individui che frequentano le prostitute clandestine piuttosto che le regolamentante. E ciò nonostante che la prostituzione regolamentata abbia un numero di rapporti molto superiore a quelli delle clandestine. Abolite le case i milioni di uomini che frequenteranno le prostitute clandestine si troveranno in un pericolo molto maggiore di contagio. Il direttore della clinica dermosifilopatica di Milano ha affermato che il pericolo di contagio nelle donne libere è 10 volte maggiore di quello delle regolamentate. L'oratore non sa spiegarsi come tale direttore dopo tale affermazione si sia dichiarato abolizionista. In Italia la leva annuale di ammalati di sifilide è di circa 800.000 unità: quanti saranno se sarà abolita la regolamentazione? Con la chiusura delle case, quindi, si compirebbe un reato, un attentato alla salute pubblica, una violazione di quelle norme della costituzione che garantiscono la salute e l'integrità fisica dei cittadini. Riconosce che il presente sistema non è esente da pecche e manchevolezze: sarebbe tuttavia difficile fare di meglio. Si potrebbe abolire la regolamentazione solo ad un patto: che siano rafforzate le difese sociali in modo da non provocare frane pericolose. E' il caso della Svezia le cui leggi in materia possono essere d'esempio al mondo. Con uguale fermezza e decisione si è comportata la Russia comminando pene severissime a quelle donne che siano sorprese nell'esercizio abusivo del meretricio. Circa le cifre fornite dalla sen. Merlin in merito alla presunta diminuzione delle malattie veneree in Russia, afferma che esse costituiscono un non senso dal punto di vista statistico perché mancanti del termine di paragone. Per quel che riguarda la Francia, poiché la battaglia delle statistiche, sugli effetti in campo sanitario della legge abolizionista, è ancora in corso tra abolizionisti e regolamentisti, ogni conclusione in merito è prematura: quindi è assurdo prendere a modello, per un provvedimento analogo, l'ancora incero esperimento francese. Quello che bisogna fare è un'efficiente legislazione sanitaria. Pensa che un corpo di polizia femminile abbia scarse possibilità, dato il comportamento e le reazioni spesso violente delle prostitute quando vengono fermate. Si dichiara convinto che è difficile redimere le prostitute: è vero che l'ambiente sociale corrotto favorisce a prostituzione ma la causa maggiore è data dal fattore antropologico. In una ricerca da lui svolta a Firenze nelle sale celtiche ha trovato tra le prostitute anche qualche studentessa universitaria e ragazze di famiglie buone e benestanti. Sebbene la percentuale delle prostitute ricuperabili sia piccola, forse neppure un quarto, queste poche vanno aiutate con aiuto economico e morale, ma senza troppi apparati che avrebbero un effetto controproducente. L'assistenza a queste donne dovrà essere tangibile e duratura se no non avrà effetto. Recentemente si è suicidato un giovane di 17 anni dimesso da poco da un istituto correzionale in cui era stato rinchiuso per furto: il giorno dopo è arrivata all'istituto una lettera di detto giovane in cu tra l'altro si leggeva: "sono disperato perché non trovo lavoro. Dopo quello che mi avete insegnato non posso più rubare." Il sen. Pieraccini conclude evitando il Senato a non compiere passi avventati. Il 7 dicembre 1949 fu chiuso il dibattito e i sentori votarono il progetto Merlin. Senatori presenti 245, favorevoli 177, contrari 67. Il dibattito "sessuale" al Senato, come fu definito da un giornale umoristico, finì dunque con l'approvazione a larga maggioranza del progetto Merlin.

 

A questo punto è utile che diamo uno sguardo a ciò che succede fuori d'Italia, specialmente nei paesi dove vige il regime abolizionista.

Francia : in seguito all'approvazione della legge che porta il nome di Marta Richard, le case clandestine sono raddoppiate il 90% delle ospiti delle case si è data alla professione libera. Le case libere, prive non soltanto di controllo sanitario ma anche di quello della polizia, a Parigi sono - in parte - miste: formate cioè da meretrici e omosessuali onde soddisfare tutte le possibili esigenze della clientela, con l'aggiunta di rappresentazioni pornografiche e largo consumo di stupefacenti.. La chiusura delle case è stata una bazza per le 5000 ragazze che si aggirano nei dintorni dei boulevards e per le 7000 prostitute libere che infestano Parigi, signoreggiate da almeno 10.000 manutengoli che vivono alle loro spalle. Si calcola che a Marsiglia si sia fatto all'amore..clandestino - durante il 1948 - per una cifra che si aggira sui 30 miliardi di franchi. L'onorevole Marta Richard recentemente ha ammesso che inizialmente voleva soltanto ripulire le strade di Parigi , ma "quello che succede oggi è ancora peggio". Sono parole testuali. Le solenni parole che furono udite alla camera francese: " Il popolo che nel 1789 dette al mondo le parole magiche e sublimi di "Libertà, uguaglianza, fraternità" dopo 150 anni libera dalla schiavitù le pensionanti delle maisons closes." erano recentemente così commentate da un eminente clinico francese: "Nous avous la plus grande libertè, calle de nous infecter plus facilment". In antitesi a Marta Richard si è recentemente levata un'altra donna la Signora Rastier-Caillè, consigliere municipale di Parigi: è scesa in campo agguerrita di argomenti e di dati inoppugnabili, tra cui le statistiche sanitarie ( quelle statistiche in cui la Merlin non crede): "Il risultato della legge Richard - afferma la signora Rastier-Caillè - non è la soppressione della prostituzione, ma unicamente l'abolizione di ogni controllo su di essa. Sarebbe come se per combattere la t.b.c. un consesso di medici decidesse di far chiudere i sanatori!"

Paesi scandinavi . Quelle popolazioni sono non solo più frigide di quelle mediterranee, ma trovano due grandi sostitutivi nello sport e nell'alcool. C'è da notare un altro fattore: i nordici non tollerano le case chiuse soprattutto perché offendono il loro puritanesimo formale. Se la faccenda è - per modo di dire - velata, allora tutto va bene. Nel Nord non vi sono case chiuse, ma esiste per contro un'estesissima prostituzione nonché pervertimenti sessuali: questi molto più che al Sud. La vita di una città siciliana non presenta gli stessi aspetti ne gli stessi problemi di una città norvegese! Bisogna distinguere tra progresso e civiltà: questi popoli che stimiamo e riteniamo più progrediti di noi sono in realtà meno civili di noi, almeno sotto determinati aspetti. Un esempio colorito, quanto espressivo della coscienza sessuale degli scandinavi lo fornisce il Comandante Bisciani, valoroso ufficiale della Marina Militare italiana e conoscitore profondo della vita e dei costumi del Nord - Europa: egli è stato presente ad una furibonda zuffa culminata a colpi d'arma, provocata sulla banchina di Oslo da alcuni invertiti che avevano osato importunare dei marinai italiani: a differenza di quanto succederebbe da noi in un caso simile, la folla diede man forte agli invertiti di fronte alla indignata reazione dei nostri marinai. Recentemente uno scandalo obbligò ad una precipitosa partenza, dalle stesso porto, una corazzata nordamericana. Nel Nord esiste il cameratismo sessuale, particolare, antecedente al matrimonio. Tuttavia il trascorrere degli anni ha giovato all'innalzamento sessuale di tali popoli? La ragazza nordica sa bene come prevenire le malattie, sa che le sue esperienze prematrimoniali non preoccuperanno il futuro marito. Ha a portata di mano tutti gli antifecondativi che desidera: ma come mai in tali paesi, dov'è facilissimo avere una donna c'è una omosessualità e una pederastia dilagante? E che dire della libertà delle donne? Fra le ragazze di un liceo scandinavo (età dai 17 ai 21 anni) l'85% era in possesso di esperienze sessuali..pratiche: nella maggior parte le prime esperienze erano state fatte sotto l'influenza dell'alcool.

Inghilterra . In Inghilterra la regolamentazione fu istituita nel secolo scorso per tutelare la salute dei marinai e delle guarnigioni: restò in vigore solo 18 anni. Attualmente lo stato britannico , tollera - in un certo senso - il meretricio quando esso non assume il carattere di pubblicità o possa in alcun modo interessare le esigenze fondamentali della pubblica moralità e dell'ordine pubblico. E si sa come gli inglesi ci tengano a queste cose. Si sa pure quanto si nasconde di reale sotto la maschera del puritanesimo britannico! In Inghilterra le esperienze prematrimoniali fra i giovani di ogni classe sociale sono assai frequenti e ci si guarda bene dal considerarli una colpa. Anche da noi avviene senza dubbio qualcosa di simile, certo in scala minore ma è sostanzialmente diversa la mentalità con cui lo stesso fenomeno viene giudicato in società diverse. In Inghilterra vige il "controllo delle nascite" e si acquistano facilmente gli antifecondativi: qualche farmacista intraprendente ha addirittura installato un distributore automatico per simili prodotti! Con tutto questo in uno degli ultimi anni si sono avute 4.600 nascite illegittime: nello stesso tempo 38.000 giovani spose hanno ricorso all'ostetrica dopo appena 6 mesi di matrimonio. Durante l'ultimo triennio l'ufficio statistico di Scotland Yard ha rilevato un costante aumento nella criminalità sessuale a base di uccisioni, violenze. Corruzione di minorenni. Una recente inchiesta ha stabilito che un delitto su tre ha movente sessuale. La sera i marciapiedi di Piccadilly e i parchi londinesi pullulavano di donne che stazionavano in adescamento più o meno contenuto o contegnoso. Durante il recente conflitto le malattie veneree raggiunsero cifre così preoccupanti che fu adottato il provvedimento della obbligatorietà della dichiarazione della fonte di contagio: nel 1947 tale provvedimento è stato abrogato ma i risultati conseguenti hanno indotto il Ministero della sanità pubblica a raccomandare di continuare ad osservarla.

Stati Uniti . Non c'è mai stata regolamentazione. Tutti sanno che quando fu proibito l'alcool, questo fu venduto ugualmente, in qualità peggiore ed a prezzi superlativi: impressionante fu il fenomeno del gangsterismo. In parecchi quartieri di città americane - come denunciava il dipartimento di Stato - nel 1927 - la polizia regolamenta di fatto la prostituzione ed esistono inoltre focolai di vasta corruzione della polizia, focolai di malattie veneree, di dissolutezze e di pervertimenti sessuali e che in essi si svolgeva in vasto sfruttamento della prostituzione. La sifilide negli Stati Uniti è in costante aumento: i casi di blenorragia raddoppiati dal 1940 al 1947. Un quadro esatto della società americana - dal punto di vista sessuale - ci è dato dal Kinsey Report, opera formidabile di statistica condotta da un gruppo di scienziati: ne è stata pubblicata una parte sola, quella che riguarda i maschi. Stralcio alcuni passi: "Il periodo della maggiore attività sessuale si svolge prima dei 20 anni per la maggior parte degli uomini; l'88% della popolazione maschile nordamericana si abbandona a contatti prematrimoniali". " Il 99% dei celibi, dopo i 16 anni, praticano un genere di attività sociale che la società riprova - fra i 31 e i 35 anni le relazioni omosessuali raggiungono il 22,6 % dello sfogo sessuale". Secondo altri dati statistici raccolti da Leo Dub circa la metà degli americani rimasti celibi fino ai 35 anni avrebbe avuto un numero più o meno grande di esperienze di tal genere. Il Kinsey Report ci fornisce ancora altri dati interessanti: "Le battaglie condotte contro la prostituzione hanno deviato forse in terzo dei rapporti extraconiugali dal campo commerciale a quello gratuito...ma non pare che abbiano molto mutato le abitudini sessuali dei celibi". "Dal 30 al 45% dei maschi ha ammesso di avere avuto rapporti extraconiugali". "Fra i 23 e i 37 anni, tutti i mariti americani sono infedeli alla propria moglie con notevole assiduità , e quelli sui 60 lo sono ugualmente ma.con minore assiduità" I divorzi risultano uno su tre matrimoni. Per i rapporti extraconiugali ci si serve sempre più di prostitute. "Anche i giovani spostai sotto i 20 anni derivano il 10,8% dei loro rapporti extraconiugali con prostitute: la percentuale si eleva al 17,5% per uomini sposati dai 30 ai 35 anni e al 22,3% oltre i 55 anni". Noto che gli autori del Kinsey Report dichiarano che tali cifre sono esatte con il 5% circa di scarto.

Argentina . Dal 1932 - anno in cui furono chiuse le case di tolleranza - la diffusine della sifilide, specie nei porto è diventata preoccupante a tal punto da indurre lo stato ad autorizzare trattamenti drastici che peraltro hanno portato al 2% la mortalità dei pazienti sotto cura. Cifra che un eminente clinico definisce " di per sé semplicemente spaventosa". Da noi un medico a cui capiti nel proprio ambulatorio un solo caso di morte durante una cura antiluetica , si può dire che professionalmente è un uomo handicappato. A Buenos Aires, come a Parigi, si trovano case di appuntamento rinomate per questa o quella "specialità". In Argentina si sta studiando la possibilità di riaprire le case chiuse perché dei due mali, sembra il minore.

Germania . Nel secolo scorso, secondo Hirschfeld, " su 62 milioni di abitanti esistevano circa un milione e mezzo di uomini la cui predisposizione costituzionale era ampiamente o totalmente omosessuale". In Germania la legge abolizionista è stata applicata dopo la prima guerra mondiale (?). Ma praticamente la polizia ha regolamentato la prostituzione, tanto che nel 1940 un decreto, mentre tecnicamente proibiva i postriboli, ne permetteva la loro riunione in determinate strade. L'omosessualità in questo dopoguerra, almeno per quanto riguarda la zona occidentale, ha assunto in Germania delle forme veramente scandalose: un gran numero di omosessuali latenti si è infatti trasformato in omosessuali manifesti e non vi è dubbio che alla diffusione della prostituzione maschile in Germania abbiano molto contribuito le truppe americane e inglesi di occupazione. L'attiva propaganda che sta attualmente svolgendosi contro il pericolo delle malattie veneree costituisce un importante documento dell'inquietudine sessuale della Germania postbellica. Il lavoro non basta per assicurare la vita delle donne di Berlino che superano di 600.000 il numero degli uomini. Ci sono i mestieri segreti e c'è soprattutto la vita notturna: e di notte forme imprecise mormorano l'offerta in inglese. Molto sovente si tratta di minorenni. Nella Germania orientale il governo militare sovietico ha proibito l'esercizio della prostituzione, in tutte le sue forme, con metodi dittatoriali, che si estrinsecano con l'assegnazione dei colpevoli al campo di concentramento.

La Russia e i paesi a regime comunista non ammettono l'esistenza della prostituzione.

Questi pochi dati sui paesi abolizionisti ci permettono di comprendere i risultati negativi colà accertati in base all'esistenza di: 1) un puritanesimo formale, 2) di un'estesa prostituzione libera, 3) di un aumento impressionante delle case più o meno clandestine, 4) di pervertimenti sessuali, 5) di una recrudescenza sensibile alla criminalità, 6) di alte percentuali di ragazze minorenni in possesso di esperienze prematrimoniali, compiute sovente sotto l'influsso dell'alcool, 7) di un gran numero di illegittimi malgrado che i mezzi di prevenzione siano di uso comune fra i giovani di ambo i sessi, 8) di alte cifre di celibi, 9) dell'aumento della mortalità sifilo-venerea, nonostante che in tali paesi il trattamento di tali malattie sia fatto senza economia e sia libero, segreto e gratuito. Infine non sarà inopportuno ricordare con quale entusiasmo gli stranieri provenienti da paesi abolizionisti, si tuffino negli ambienti della prostituzione legalizzata, il che, in definitiva, fa dubitare che, almeno nell'uomo nordico, la coscienza sessuale non sia sentita, ma semplicemente imposta dal legislatore. Americani e inglesi che spesso vengono a visitarci con le loro flotte, anche se imbevuti delle loro idee puritane, appena arrivano da noi con la scusa del clima, del cielo, del Chianti fanno delle nostre strade ( a case di tolleranza tuttora aperte) uno sconcio non precisamente a finestre chiuse. Dell'esistenza di una coscienza sessuale in certi paesi ne abbiamo fatto del resto un tristissimo e doloroso esperimento proprio noi italiani durante la recente occupazione angloamericana: nel periodo in cui la Sicilia fu invasa le case di tolleranza erano chiuse e non v'è cittadino che non ricordi come la morale venne offesa. Altrove il divieto del postribolo non ostacolò ai sopravvenuti la soddisfazione del bisogno fisiologico che si è estrinsecato in violenze carnali a persone di ambo i sessi, disseminando sifilide che in un'altissima percentuale dei casi è stata trasmessa alle innocenti vittime venute alla luce.

Torniamo ora al progetto Merlin. Cosa ne pensa la Nazione? L'Istituto "Doxa" ha rivolto a migliaia di italiani di ogni regione e di ogni classe sociale una domanda precisa: "Lei è favorevole alla chiusura delle case di tolleranza?" Le cautele con cui venne condotta l'indagine sono state tali, da rendere i rapporti estremamente attendibili. Gli interrogati si sono dichiarati contro la chiusura nella proporzione di 26 contro 10.

Facciamo ancora alcuni rilievi sul progetto legge - non ancora discusso - che fissa le modalità e i mezzi per la rieducazione delle prostitute. Come inciso, rilevo che la riforma della legislazione sulla profilassi delle malattie veneree è in preparazione. "Verrà impostata secondo i dettami della più moderna tecnica sanitaria, considerando l'ammalato venereo, chiunque esso sia, come portatore di germi pericolosi, al quale la società ha il diritto di chiedere che si curi, fornendogli nello stesso tempo i mezzi necessari".

Il progetto Boggiano - Pico, sulla rieducazione delle prostitute sancisce che è compito del Ministero dell'interno fondare gl'istituti di patronato e potenziare quelli già esistenti: in tali istituti potranno entrare sia le donne delle case chiuse, sia le libere che vogliano rifarsi una vita: queste, anche nel caso che siano minorenni e non abbiano famiglia o congiunti che si interessino di loro o non diano sicura garanzia di moralità. E' prevista una prima spesa di 3 miliardi. La permanenza delle prostitute negli istituti di patronato dovrebbe essere da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, alla fine dei quali, quelle che non si fossero piegate verrebbero chiuse in speciali riformatori per 5 anni: e se anche qui non avessero tenuto buona condotta, sarebbero trattenute per altri 10 anni. A quelle invece che si saranno lasciate rieducare sarà dato ogni appoggio, lavoro e assistenza e dopo dieci anni avranno il certificato penale indenne: sempre che in questo tempo abbiano vissuto rettamente. Ma già, in previsione di tutto questo, qualche prostituta fra le più impressionabili o timorose o insofferenti di qualsiasi disciplina morale, onde evitare i centri di rieducazione, ha pensato bene di affrettare la sua scomparsa dalla scena, ritirandosi a vita privata, non già per iniziare un'esistenza da terziaria francescana bensì per continuare privatamente il commercio sessuale e trovarsi così sistemata o almeno bene...avviata al momento della chiusura! Moltissime delle altre si sono dichiarate assolutamente ostili all'idea dell'istituto di patronato: non vi andranno se non costrette. E così, soppressa la regolamentazione, quand'anche si riuscisse a rinchiuderle - contro ogni principio di democratica libertà personale - non sarà così semplice né facile insegnare loro un mestiere per recuperarle: a) perché sovente presentano caratteri biologici particolari, spesso ereditari, che portano - almeno per talune di esse - alla prostituzione e non sarebbe possibile distoglierle; b)perché da anni abituate ad un'esistenza neghittosa e facile; c)perché si tratta di una rieducazione morale e soprattutto religiosa, lunghissima e quindi molto più costosa del previsto; d) perché sorgerà poi il problema pratico di trovare loro una onesta, stabile e retribuita occupazione: come sarà possibile se non è possibile per centinaia di migliaia di disoccupati che da anni aspettano un lavoro? Bisogna anche pensare che le future educande sono oggi abituate a guadagnare molto: come si potrà convincerle a guadagnare con fatica in un mese meno di quanto guadagnano oggi in pochi giorni? Da un'inchiesta condotta da un medico su varie centinaia di prostitute delle case, il 74% ha esplicitamente dichiarato che continuerà il lavoro fuori, sulle strade; il 12% si adatterebbe ad un lavoro ben retribuito purché non molto pesante; il 10% è disposta a cercare un tizio che le mantenga, il 4% ha ammesso di non sapere quel che potrà fare. Bisogna pensare che molte di queste donne mantengono ora i figli ( quasi tutte ne hanno) o le famiglie. E c'è un'altra cosa. Nelle 715 case, finiti i turni quindicinali, subentrano le nuove: in media il 10% delle domande pervenute vengono accettate: le prostitute che lavorano nelle case non sono 4000 ma molte di più: chissà per quale mistero hanno tutte le carte in regola! C'è chi pensa che esse siano 15-20.000. I tre miliardi dello Stato sarebbero un bicchiere d'acqua nel mare. E se, per caso, le 200.000 tesserate - libere si presentassero alle porte degli istituti di patronato? E' un'ipotesi assurda: ma nel progetto legge è contemplato che anch'esse possano essere redente a spese dello Stato. Aggiungo qui, per completare i dati statistici, che in Italia ci sono anche 800.000 clandestine: sono minorenni, impiegate, operaie, sarte, universitarie, cameriere, bariste, teatranti. Cifra che - evidentemente - è di una attendibilità relativa. Supponendo che le clandestine in Italia siano solo 400.000 - ma in realtà sono molto di più - sommando a queste le tesserate e le regolamentate, avremmo una cifra di 550.000, la quasi totalità dai 18 ai 35 anni: cioè in rapporto alle donne italiane di quell'età, una prostituta su 30 donne.

 

Perché tante prostitute? L'istituto "Doxa" ha potuto avere la storia della propria vita da 212 prostitute. Vi si rilevano:

a) come cause determinanti, in ordine di importanza, la seduzione, l'abbandono, la cacciata da casa, il matrimonio infelice, la miseria, la poca voglia di lavorare, l'avvio alla prostituzione da parte degli stessi genitori.

b) come cause concomitanti: l'istinto innato, la cattiva educazione, le violenze, il cattivo esempio, la mancanza di sorveglianza.

Ma se la prostituzione si estende paurosamente, gran parte di colpa è dei mediatori, che della seduzione e dell'ingaggio di donne, hanno costruito un vero commercio; d'accordo coi tenutari delle case, che le accettano come merce prelevata nei migliri mercati, e pagano profumatamente, ricavando poi il diritto di rivalersi, speculando sulla loro resistenza fisica e sulla loro prestanza. Non per nulla furono i primi a insorgere contro il progetto Merlin! E per difendersi si sono costituiti in "associazione Esercenti Case Autorizzate" (ECA) con sede a Milano , per " ottenere un giusto riconoscimento della funzione sociale della loro attività, per difendere i loro interessi contro ogni minaccia di chiusura delle case e opporsi solidamente alla promulgazione di leggi e regolamenti che ledano i loro interessi, ecc.". In tale associazione è veramente anche della gente spiritosa: ultimamente ha distribuito a giornalisti, parlamentari, medici un promemoria in cui si legge: " Le case di tolleranza non praticano alcun sfruttamento delle donne essendo in esse osservato il massimo grado di rispetto della personalità umana, e che la donna trova il più confortevole ambiente per le sue esigenze materiali, potendo, senza che alcun vincolo lo impedisca, lasciare la casa in ogni momento e rifiutare i suoi favori a quanti non creda di concederli".

 

A questo punto ci resta da chiederci alcune cose alle quali - a mio parere - è assai difficile rispondere. La prostituta è redimibile? Fino a che punto? Per quanto tempo? Quali i mezzi migliori di redenzione? Per poter rispondere a queste domande bisognerebbe conoscere bene le prostitute: conoscere se posseggono stimmate degenerative antropologiche, conoscere le frequentissime alterazioni della sfera sessuale in relazione a turbe endocrine ed a stati neuropatici; per quel che riguarda gli atteggiamenti psichici, porne valutare la mancanza o l'alterazione del senso della maternità e del senso morale, l'assopimento degli attributi etici, le deviazioni dell'intelligenza. Sotto questi punti di vista si arriverebbe alla conclusione estrema in molti casi; si sentenzierebbe: questa prostituta è un essere anormale; il principale motivo della prostituzione è insito nella stessa sua personalità: non è redimibile.

O dobbiamo, nella nostra ricerca, oltre agli elementi atavici, ereditari, fisiopatici, dare più importanza ad altri elementi, che sono frutto di acquisizioni, e risultano determinati dall'ambiente, dal momento, dalle circostanze? Io penso che se nella personalità delle prostitute hanno grande importanza stimmate antropologiche e caratteri fisiopatici, nei suoi confronti, in molti casi, la coscienza pubblica non può essere tranquilla. Effettivamente c'è un tale marciume nella nostra società, ci sono tante assurdità, tante ingiustizie, tanto poco rispetto per l'individualità e la personalità umana, per cui io penso che nel cuore di ogni donna di malavita ci debba essere un odio così grande, così profondo, così radicato! verso i propri simili e un fierissimo disprezzo verso i fortissimi maschi ridotti a comprare col denaro il piacere e verso molte virtuosissime femmine che non si prostituiscono non propriamente per virtù ma per vigliaccheria oppure nascondono con schermi di biglietti da mille le proprie esperienze tutt'altro che pulite. Io penso, ripeto, che l'odio di molte prostitute per la società che per loro non ha avuto né una parola né un centesimo, ma solo la porta del postribolo, sia un sentimento di una grandiosità formidabile. Sotto questo punto di vista, il progetto Merli è di un'opportunità e di una giustezza indicibili: ma esso manca di praticità. Ad un sereno ed obiettivo osservatore, la prostituzione regolamentata, con tutto il suo mondo di generazione e di legalizzato sfruttamento, appare forse - fra tutti gli altri dell'attuale società - uno dei mali minori. Il progetto Merlin pecca di tempestività: c'è un solo mezzo per fare sparire non dico la prostituzione, ma la sua legalizzazione: il rinnovamento morale e materiale della società.

Nel dicembre scorso un giornale (Tempo 31 Dicembre 1949) pubblicò la lettera di una prostituta: fra l'altro la donna scriveva: " Mi fa proprio ridere quella Merlin coi suoi tre miliardi per la "redenzione": 30 su 3000 accetterebbero di redimersi...E poi che importa quelle 30? Esse sono già redente nate! Per le altre basterebbe che la notte di Natale o a Capodanno, un buon cristiano ne invitasse una alla sua tavola e la presentasse alla moglie, alle figlie, come l'ospite attesa, e queste la trattassero come sorella;...e lo facessero come chi chi si onora di riscattarsi dal male che i suoi simili hanno fatto a quella creatura. Basterebbero alcune migliaia di famiglie cristiane che sapessero onorare se medesime in quella estrema forma di umiltà e dicessero: "sorella, mangia con noi il nostro pane in Cristo". Io qui non vorrei offendere la sensibilità di nessuno, ma siccome Cristo ebbe a che fare con prostitute, io ne parlerò: per chi è storia, mi limito ai fatti, senza travisrali; er chi è favola, credo sia una delle favole più belle.

Una volta, a Gerusalemme, Gesù si trovò di fronte a una donna, un'adultera. Una caterva vociante gliela spingeva innanzi. La donna, nascosto il viso con le mani e i capelli era di fronte a lui senza parlare. Gesù aveva insegnato l'unità perfetta dello sposo e della sposa e detestava l'adulterio. Ma detestava ancora di più la viltà delle spie, l'accanimento degli spietati, l'impudenza dei peccatori che vogliono istituirsi giudici del peccato. Egli era chino in terra e scriveva con la punta del dito nella polvere. Poi Cristo si alzò e guardò ad uno ad uno negli occhi e nell'anima. "Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei". I petulanti spioni restarono turbati. Ognuno di loro rivide i suoi tradimenti, le sue segrete e forse recenti fornicazioni. Ogni anima fu come una fogna, che, alzata la lapide, manda al cielo una zaffata d'orrendo fetore. I più vecchi furono i primi a partire. Poi, a poco a poco, tutti gli altri, senza guardarsi in viso, scantonarono, si persero. La piazza rimase vuota. Gesù si era di nuovo chinato in terra e scriveva; la donna aveva sentito lo scalpiccio dei partenti e non udiva più nessuna voce di morte ma non ardiva alzare gli occhi. Gesù per la seconda volta si rialzò e non vide nessuno.

-"Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno t'ha condannata?"
-"Nessuno Signore"
-"Neppure io ti condanno; va' e non peccare più."

Ma nessuna donna l'amò quanto la Peccatrice - Maria di Magdala - che l'unse con l'olio di nardo e lo bagnò con le sue lacrime, in casa di Simone. Ciascuno di noi ha dinanzi agli occhi il fatto. L'immagine della piangente, con tutti i capelli disciolti sui piedi del camminante, è sopravvissuta in tutte le fantasie. La peccatrice che entra in silenzio nella casa di Simone col suo vaso d'alabastro, non è più una peccatrice. Ha visto, ha conosciuto, prima di quel giorno, Gesù. E non è più una meretrice. Ha sentito parlare Gesù. E non è più ormai la donna pubblica, carne in vendita per le voglie dei maschi. Ha sentito la voce di Gesù, ha udito le sue parole; la sua voce l'ha turbata, le sue parole l'hanno scossa. La donna di tutti ha imparato che c'è un amore più bello della voluttà, una povertà più ricca dei talenti. Quando entra in casa di Simone non è la stessa donna di prima, quella che gli uomini si mostravano a dito ghignando. La sua anima è cambiata, tutta la sua vita è mutata. La sua carne, ora, è casta, la sua mano è pura. Le sue labbra non conoscono più l'acido sapore del minio, ma i suoi occhi hanno imparato a piangere.

Entra in casa di Simone, e tante pupille d'uomini sono fisse su di lei, curiose del suo bel corpo ondulante, di quello che sta per fare. Versa l'olio odoroso sui capelli di Cristo e le grosse gocciole pese brillano sui capelli come gemme disciolte. Poi s'inginocchia e unge i piedi. Ma non resiste più, non regge più, non riesce a reprimere l'onda di spasimosa tenerezza che le preme il cuore, le stringe la gola, le gonfia gli occhi. Vorrebbe parlare per dire che il suo è un ringraziamento per il bene che ha ricevuto, per la nuova luce che ha disserrato i suoi occhi. Ma dove troverebbe in quel momento, dinanzi a tutti quegli uomini, le parole che dovrebbe dire? E d'altra parte le labbra le tremano sì che non potrebbe pronunziare due sillabe legate insieme: il suo discorso non sarebbe che balbettio rotto da singhiozzi. Allora, non potendo parlare con la bocca, parla con gli occhi: le sue lacrime scendono ad una ad una, rapide e clade, sui piedi di Gesù come tante silenziose offerte della sua riconoscenza. Quel pianto libera il cuore dall'oppressione: le lacrime rinfrescano la sua pena: non vede e non sente più nulla ma una voluttà inesprimibile, che non ha mai conosciuto sui ginocchi della mdre nè tra le braccia degli uomini, penetra tutto il suo sangue, la fa rabbrividire e venir meno, la tortura con la sua pungente delizia, scioglie tutto il suo essere nell'estasi estrema dove la gioia fa soffrire e la gioa fa giubilare, dove il dolore e la gioia sono una terribile cosa sola.

Essa piange, con quel pianto, la sua vita di prima, la sua miserabile vita di prima. Ripensa alla sua povera carne insudiciata dai maschi: A tutti ha dovuto mostrare un falso viso di contentezza, a quelli che la disprezzano, a quelli che odiava. Il suo pianto è il pianto di letizia della seconda nascita, dell'esultanza per al verità scoperta dell'allegrezza, per la conversione improvvisa, per il ritrovamento della sua anima che pareva perduta, per la speranza meravigliosa che l'ha tratta dalla lordura della materia per alzarla all'illuminazione dello spirito. Le gocce del nardo e del pianto sono tanti donativi per queste grazie incredibili. E' ormai pronta, secondo la promessa del Re, ad entrare nel Regno.

17/5/!950.

Vedi articolo precedente

Webmaster
Daniele Franchini