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FUMO, parliamone ancora

Fumatori, se non volete smettere di fumare, perlomeno non fumate in presenza di altri

Daniele Franchini

Il rapporto fra il tabagismo e l'aumento dell'insorgenza di tumori è stato stabilito nel 1954 (Doli R. e Hill A.B.) e da allora ha ricevuto ampie conferme.
Nel loro studio basato sulle relazioni di 34.000 medici, veniva stabilito che il decesso per tumore ai polmoni era 17 volte più frequente fra i fumatori che fra i non fumatori. Un fumatore su quattro morirà a causa del tabagismo.
Il consumo di tabacco è la terza causa principale di decesso fra i 40 e i 69 anni. Il cancro ai polmoni è il tipo di tumore più comune causato dall'uso di tabacco, ma ve ne sono altri connessi al tabagismo. Gli organi principali colpiti da tumore determinato dall'uso di tabacco sono: bronchi e trachea; polmoni; bocca; faringe; laringe; esofago; vescica.

Ma anche tumori dei reni, della cervice dell'utero e del pancreas sono frequentemente associati, sia pure a livello inferiore, con l'uso del tabacco. I componenti tossici principali del fumo di tabacco sono: catrame, nicotina e ossido di carbonio. Il fumo di tabacco comprende, tuttavia, diverse centinaia di componenti, molti dei quali sono sostanze cancerogene.

Esiste una correlazione evidente fra la durata del consumo di tabacco e la quantità di consumo quotidiano, da una parte e l'aumento del rischio dell'insorgenza di cancro dall'altra. Per quanto riguarda l'aumento del rischio del cancro in rapporto all'uso quotidiano di tabacco, si ritiene che 10 sigarette al giorno riducano la speranza di vita di 2-3 anni, 20 sigarette la riducano di 5-7 anni e 40 sigarette al giorno la riducano di 8-10 anni.

I rischi dell'insorgere di un tumore diminuiscono quando il consumo di tabacco cessa e si riducono notevolmente dopo un periodo di cinque anni. Anche per le persone che hanno fumato per molti anni, la speranza di vita aumenta se smettono di fumare.

Per esempio, un maschio fumatore (20 sigarette al giorno) ha la possibilità approssimativa di sviluppare un tumore del polmone entro i 65 anni, del 10% se non smette, dello 0,6% se smette a 35 anni, del 4.8% se smette a 55 anni. I non fumatori che si trovano nello stesso locale di un fumatore inalano circa il 10% del fumo delle sigarette. Uno studio giapponese indica che le donne non fumatrici sposate ad un fumatore corrono un rischio due volte maggiore di contrarre un tumore di quanto si verifichi nel caso di un marito non fumatore.

Uno studio del National Research Council (USA), fra le sue conclusioni dichiara che: "Gli adulti (maschi e femmine) che non siano mai stati fumatori hanno possibilità maggiori di contrarre un cancro ai polmoni se sono sposati a fumatori di quanto non avvenga se non lo sono." Sono stati recentemente sottolineati gli effetti dannosi del fumo passivo anche nell'infanzia. I vantaggi del fumare sigarette a basso contenuto di catrame consistono nel fatto che viene ridotto il quantitativo di catrame che contiene le sostanze cancerogene principali presenti nel fumo di tabacco. L'uso di filtri e di sigarette a basso contenuto di catrame riducono il rischio di cancro, ma non quello cardiovascolare.

Ovviamente fumare sigarette a basso contenuto di catrame non è una vera e propria misura preventiva. L'unica azione preventiva realistica è quella di smettere di fumare. Fumare la pipa o il sigaro riduce il rischio di cancro ai bronchi e ai polmoni ma aumenta il rischio di cancro della bocca.

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Fumo, amato nemico

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