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LA GESTIONE DELLO STUDIO DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE ( di famiglia) PER APPUNTAMENTO

Per essere visitati e curati meglio

I tempi cambiano, la tecnologia incalza (ormai anche la colf è sostituita da un Robot ), si riesce ad invecchiare bene, spesso i Medici di famiglia seguono 2-3 generazioni in una comunità.
La vita si allunga, si sa, perché si fanno sempre più spesso diagnosi precoci di feroci malattie, si riesce ad evitare la morte con più facilità e le tecniche di ricostruzione (protesi ecc..) e di riabilitazione risultano enormemente avanzate.

In questo contesto bisogna riorganizzare il lavoro del Medico di Medicina Generale nel territorio e nello studio - ambulatorio. E' necessario capire per ogni assistito in caso di malattia che costringe una lunga permanenza a letto, l'esatto momento indispensabile del ricovero, applicando al paziente ammalato la migliore e sempre appropriata cura al suo domicilio fra gli affetti (voci, odori, luci.) della propria casa e dei suoi abitanti e/o frequentatori che tanto contribuiscono a non frantumare la "voglia di lottare" per resistere al dolore ed alla sofferenza.

Questo implica una frequentazione di case e di ambienti dislocati non sempre in un unico quartiere (nella nostra realtà spesso in campagna e/o in montagna) che impegna il medico con delle cadenze concordate (giornalieri o settimanali.) per ogni specifico caso.
L'impegno del Medico riguarda sia malattie croniche come specificato sopra ma anche malattie acute (come: tosse, febbre, coliche renali ecc...).

Ancora molto diffusa risulta la chiamata a domicilio anche con sintomi non sempre conducibili ad uno stato di "non deambulazione" cioè uno stato che non permette di essere trasportati in ambulatorio (come: poca febbre, poco dolore.ecc.).

Tutt'oggi si sentono spesso delle motivazioni, non sempre sanitarie, ma piuttosto logistiche, per chiedere una visita domiciliare, come: "ho due bimbi piccoli e non so con chi lasciarli.." o ". mio figlio torna dal lavoro tardi .." o ". deve arrivare mia figlia da un viaggio e non ha le chiavi, poverina." ecc..

"Time is money" questo vecchio detto che significa che "il tempo è denaro" ci aiuta a comprendere che solo una buona organizzazione del lavoro del Medico di Medicina Generale, il quale tutti i giorni deve pianificare i propri movimenti territoriali in ambiti non programmabili e non prevedibili, può auspicare una soddisfacente risposta all'utente/paziente solo svecchiando radicate abitudini di accesso ambulatoriale presenti e diffuse ancora oggi.

Il progresso, le statistiche, la documentazione mondiale che possono essere verificate nella stampa specializzata consigliano vivamente di condurre un ambulatorio medico di Medicina Generale per appuntamento. Questa nuova gestione permette comunque di distinguere una corsia preferenziale (con una attesa ragionevole breve) per i casi urgenti sia per urgenze sanitarie che per urgenze burocratiche (faringodinia - mal di gola, tosse, distorsione tibio tarsica . ecc.. o scadenze di giorni di malattia, scadenze assicurative.ecc...).

Questa "corsia preferenziale" o possibilità d'accesso senza precedente prenotazione telefonica allo Studio del Medico, deve essere sfruttata da tutti i pazienti nel modo più appropriato possibile.
Questo può avvenire solo quando, con pazienza e perseveranza, il Medico o l'eventuale personale paramedico (infermieri..), si sono fatti promotori di campagna d'informazione permanente per fare comprendere quali sono le occasioni - i casi - atti a chiedere una visita medica per appuntamento.
Quest'ultima prevede: l'aggiornamento della cartella clinica, il rilevamento dei parametri di salute (come: peso, pressione arteriosa, glicemia .), la visita medica con esame obiettivo (come: osservazione, auscultazione, palpazione ...) e un dialogo attento con il paziente che nutre delle aspettative per la diagnosi e la terapia.

Questo periodo "magico" della visita medica dove ogni medico concentra i suoi pensieri solo sul paziente, sulla sua storia precedente e presente ed integra il quadro con i provvedimenti auspicabili ed ipotizzabili da prendere sia nella direzione diagnostica (..esami..) che terapeutica (..medicine.), deve essere svolta in modo più continuo, concentrato e più intenso possibile, cercando di rimandare telefonate ed interruzioni poco opportune.

Non è la "quantità dei minuti" della visita medica ma la qualità del rapporto instaurato.
E' stato ormai da tempo superato la filosofia che la bravura del medico si misura in "tempo di sosta" nello Studio stesso.
Ad una visita medica programmata con l'appuntamento anche il Medico può prepararsi nel migliore dei modi; se scorre la lista dei nomi prenotatisi per il giorno dopo, può studiare la cartella clinica, può dedicare il tempo ad eventuali approfondimenti diagnostici da programmare oppure riverificare la linea terapeutica seguita.
Molte patologie croniche (come: ipertensione arteriosa, diabete mellito, asma, obesità ecc..) sono meglio monitorate e seguite se si programma insieme al paziente la visita per appuntamento: per esempio il medico chiede al paziente di portare "la prossima volta" il giorno.. tale, nel mese ... tale la "lista dei rilevamenti pressori.." effettuata a domicilio oppure la "lista dei valori glicemici ." rilevati autonomamente per esempio per un mese due volte alla settimana, oppure "la lista del valore del peso corporeo ." rilevato tutti i "sabato mattina" (o qualsiasi altro giorno) a digiuno ecc.. ecc...

E' possibile mantenere un rapporto maturo e costruttivo con il paziente che permetta di mantenere l'attività del Medico di Medicina Generale ad un livello medio alto che esclude "tempi morti" (ambulatori vuoti per 15 minuti e più..) e un'applicazione professionale non approfondita sufficientemente (perché nella sala d'attesa si affollano "troppe persone" che scatenano un inevitabile aumento del ritmo degli accessi nell'ambulatorio dei pazienti a scapito della qualità, naturalmente non voluta ma prevedibile.

A conclusione di quanto sopra esposto i Medici di Medicina Generale da più parti sollecitati sia dai Manager della Sanità sia da solidi fonti di riferimento professionali auspicano una buona e sempre migliorabile assistenza da fornire ai pazienti in tutte le età.

Questo implica una revisione della gestione ambulatoriale da fare insieme con il pieno consenso dell'utente. Non bisogna avere paura del "nuovo" perché trattasi di un sistema collaudato e verificato altrove con grande diffusione.
I Medici che "ci credono" faranno di tutto perché i pazienti capiscano i vantaggi del "nuovo" e gli stessi s'impegneranno per avere sempre un maggior consenso della popolazione. (D.F.)

Webmaster
Daniele Franchini