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Professione Mamma; la professione più bella, quella della Mamma.

di "Mamma anonima", tradotto da D. Franchini

Cari Amici e Amiche, vi prego di leggere attentamente la lettera che segue, che io considero una delle più belle descrizioni del "lavoro" di MAMMA !!

Tempo fa, mentre attendevo l'uscita dei miei bambini dalla scuola, mi si è avvicinata un'altra mamma che conoscevo abbastanza bene. Emilia aveva l'aspetto indignato, fremeva come per un attacco d'isteria.

"Sai cosa siamo tu ed io?" mi chiese. Poi, senza lasciarmi il tempo per darle una risposta, che sul momento non mi veniva, ha cominciato, infuriata, a darmela lei, raccontando:
"Sono andata all'ufficio per il rinnovo della patente di guida e l'impiegato addetto ha chiesto la mia professione.
Sono rimasta un momento titubante, e l'impiegato che se ne era reso conto mi ha detto:
"Stavo chiedendo se lei è una che lavora o fa solo la ."
"Certo che lavoro - ho risposto - sono una Mamma!"
"Non esiste la voce "Mamma" - mi dice l'impiegato - possiamo mettere "casalinga".

Passato qualche tempo, mi ero completamente dimenticata questa storiella, quando, un giorno mi è successa la stessa cosa in un ufficio del Comune.
La funzionaria, era, ovviamente, una donna in carriera, efficiente, d'aspetto autoritario ed aveva davanti sulla scrivania il cartellino identificativo "Interrogatrice ufficiale".

"Qual è la sua professione?" mi chiese: Non so quale meccanismo mi ha fatto scattare questa risposta, non lo so; le parole sono esplose, da sole.
"Sono RASIRU - dissi - Ricercatrice Associata nel campo dello Sviluppo Infantile e Relazioni Umane."
La funzionaria ammutolì, la mano con la biro restò sospesa nell'aria e mi guardò, cercando di capire.
Ho ripetuto il mio titolo lentamente, mentre lei scriveva, enfatizzando sulle parole più importanti, poi ho gettato un'occhiata sull'effetto che faceva sulla carta bianca la scrittura nera della mia professione.

"Mi scusi - disse l'impiegata con aria interessata - cos'è esattamente quello che fa in questo campo di ricerca?"

Con una voce calma e profonda, con pause studiate risposi, mentre ascoltavo me stessa, orgogliosa e sorpresa.

"Svolgo un programma continuo di ricerca (quale madre non l'ha?) sia in laboratorio che all'esterno.
Sto lavorando per i miei soggetti assistiti (la mia famiglia) ed ho raggiunto quattro crediti (sono tutte femmine le mie figlie). Naturalmente questo lavoro è uno dei più richiesti nel campo dei servizi umanitari (qualche madre non concorda?); richiede generalmente 14 ore di lavoro giornaliero, per non dire 24, senza che i sindacati si oppongano.
È un lavoro molto più impegnativo di altri della stessa specie, il compenso più che economico è orientato nell'area della soddisfazione personale."

La funzionaria assumeva progressivamente un atteggiamento sempre più rispettoso, espresso anche dalla sua voce gentile mentre riempiva il modulo.

Finito tutto si alzò, e personalmente mi accompagnò alla porta. Giunta a casa emozionata per la mia nuova carriera professionale, fui ricevuta da tre delle mie assistite (13, 7 e 3 anni).

Di sopra sentivo che il quarto e nuovo assistito, modello sperimentale di 6 mesi nel programma dello sviluppo infantile stava provando un nuovo programma di vocalizzazione.

Ero trionfante! Avevo vinto la battaglia contro la burocrazia! Ero entrata nei registri ufficiali del Comune come una persona distinta ed indispensabile per l'Umanità, non "solamente una madre".

La maternità, che gloriosa professione!

Webmaster
Daniele Franchini