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Riforma Biagi: anch'io rifletto

Riflessioni circa la realtÓ lavorativa in Italia dopo la Riforma Biagi.

di Andrea Nanni *)
Faenza , 24/11/ 2007

Del lavoro in Italia proponiamo, nel testo seguente, alcune riflessioni con specifico riferimento al lavoro dipendente. Ci preme evidenziare un aspetto singolare della questione in oggetto, ossia il fatto che nel nostro paese è abbastanza difficile, per un giovane, volonteroso, ma appartenente ad una famiglia non collegata (anche solo indirettamente) al sistema politico ed economico, trovare un lavoro adeguato. Tale fenomeno sociale, a nostro avviso, non accadeva, con l'intensità attuale, nel secondo dopoguerra, dove il sistema produttivo moderno si trovava nella sua fase d'espansione e lasciava più spazio anche alle persone intraprendenti che, con sacrificio, si avviavano al lavoro.

In questo periodo storico, le cose sono cambiate: cerchiamo di analizzare le radici di tale mutamento sociale. Nell'ultimo trentennio, l'Italia si è sviluppata economicamente, ma in modo contenuto, viceversa il suo indebitamento pubblico si è accumulato in maniera considerevole.
Le cause di tale deficit sono innumerevoli e le principali, secondo il nostro punto di vista, sono le seguenti: i sussidi elargiti, spesso, con estrema facilità, alle imprese in difficoltà e le assunzioni, effettuate a dismisura, nel settore pubblico.

Dopo l'integrazione europea, l'Italia, caratterizzata da una forte instabilità politica ed appesantita dal suo debito pubblico, ha dovuto affrontare anche le sfide della concorrenza internazionale nei diversi settori produttivi (inclusi i servizi pubblici essenziali). Tutto ciò, come prevedibile, ha contribuito a rendere ancora più critica la gestione amministrativa delle risorse economiche del nostro paese.
Negli ultimi tempi, in effetti, le manovre finanziarie dello Stato hanno contemperato due opposte esigenze: da un lato, il contenimento della spesa pubblica; dall'altro lato, l'agevolazione dei fattori che intervengono nella produzione della ricchezza interna (tra i quali il lavoro risulta essere il più importante).

Non sorprende, dunque, se i nostri amministratori, sovente, di fronte a tali scelte, hanno preferito operare accantonamenti finanziari a favore del risanamento pubblico ma a scapito delle nuove opportunità d'impiego (a volte addirittura a scapito della stessa incolumità fisica dei lavoratori nell'esecuzione delle loro mansioni). Conseguentemente, l'odierno sistema italiano non può più garantire un posto di lavoro stabile e attinente a tutti i giovani laureati e diplomati (specie per chi è privo delle sponsorizzazioni).
A questo riguardo, forse, con un po' d'umorismo, possiamo asserire che l'Italia è diventata una Repubblica democratica fondata sul lavoro precario.
In particolare, il nostro legislatore, in conformità alle mutate condizioni economiche e sociali del paese, ha introdotto la flessibilità del lavoro attraverso l'abolizione del monopolio del collocamento pubblico e lo snellimento procedurale per l'attuazione d'istituti giuridici sui generis, quali, ad esempio, il Lavoro interinale, il Part?time, le Collaborazioni Coordinate e Continuative. Tuttavia, per l'approfondimento degli istituti che disciplinano le nuove forme di lavoro atipico, consigliamo di consultare i numerosi trattati di diritto del lavoro.

In questa breve dissertazione, interessa soltanto rilevare una novità, in materia di lavoro flessibile, che il nostro legislatore ha apportato all'attuale ordinamento giuridico, sebbene sia passata in sordina: ossia la ricezione normativa del principio che consente la somministrazione di lavoro. La precedente legislazione del lavoro, infatti, vietava l'interpolazione del lavoratore dipendente. Ora, invece, lo stesso legislatore, avendo introdotto il principio di somministrazione di lavoro, legalizza la smaterializzazione, se così si può definire, delle aziende che, di conseguenza, possono prendere in affitto da altri (vale a dire, dai preposti intermediari pubblici o privati e dalle associazioni di categoria) anche il lavoratore dipendente.     (to be continued)  

Invitiamo i lettori ad esprimere la loro opinione che sarà pubblicata, gratuitamente in questo sito. Basta aprira la pagina: http://www.pillole.com/varie.cfm e cliccare, nella barra di sinistra su: Grandi argomenti, poi seguire le indicazioni della pagina.

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Daniele Franchini