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LO STATO NON E' UNA AZIENDA ... E INVECE SI

di Graziano Sartori

Per cercare di dimostrare la mia tesi valuterò gli aspetti caratteristici di entrambi i termini del confronto evidenziando le analogie che, a mio parere, rendono le due cose più vicine di quanto normalmente si creda.

Vediamo cosa è una azienda:
" associazione di persone e capitali organizzati per perseguire uno scopo ."
Il nome dell'azienda, la sua struttura organizzativa, le persone, i capitali, lo scopo aziendale cioè i suoi prodotti,le strutture organizzative e di controllo: assemblea degli azionisti, consiglio di amministrazione, collegio sindacale ecc. ecc. sono tutti descritti in un documento che è lo STATUTO AZIENDALE.

Vediamo se ciascuno di questi elementi " aziendali "trova un corrispettivo nello "Stato " con caratteristiche funzionali confrontabili.

Nome : FIAT
Forma organizzativa: SpA
Azionisti: Agnelli e varie migliaia di cittadini
Capitali: il capitale sociale e le riserve
Prodotti/Scopo: progettare, produrre e vendere veicoli
Obiettivo: Trasporto di persone e cose.

Per questi elementi il confronto con lo Stato è abbastanza facile e le analogie piuttosto evidenti; vediamole:

Nome : l' ITALIA
Forma organizzativa: è una repubblica democratica
Azionisti: i cittadini italiani
Capitali: le riserve auree
Prodotti/scopo: servizi quali: garantire l' istruzione, amministrare la giustizia, proteggere la salute, stampare la moneta, gestire il welfare, gestire la politica estera, ecc. ecc.
Obiettivo: dare al cittadfino la possibilità di vivere bene

Vediamo poi, che il documento STATUTO ha un suo corrispettivo nella COSTITUZIONE che copre anche tutti gli altri aspetti organizzativi sopra richiamati.

Di cosa vive una azienda? Della vendita dei suoi prodotti ai clienti che li acquistano.

E lo Stato? Delle tasse dei cittadini che, con esse, "comprano" i servizi dello stato. Le tasse, che ciascuno paga secondo i suoi redditi, sono una specie di abbonamento per godere di servizi di base cui possono aggiungersi servizi accessori "a pagamento" quali i tickets sanitari, le spese amministrative dei processi, le tasse scolastiche ecc. ecc.
Allo stesso modo le aziende propongono contratti di assistenza sui loro macchinari che coprono i costi della mano d'opera lasciando a carico dei clienti il costo dei pezzi da sostituire.

In un mercato nella sua fase iniziale l' azienda è praticamente costretta a produrre tutti, o quasi, i componenti che le servono. Man mano che il mercato si arricchisce l' azienda trova più conveniente acquistare all'esterno una quantità progressivamente crescente di componenti. Questo processo ha sicuramente effetti benefici sui costi e sulla qualità dei componenti che vengono prodotti da aziende specializzate che possono investire di più sui loro prodotti specifici riducendone quindi anche il costo.
All'azienda rimane solo il compito di occuparsi del prodotto finito e dei suoi componenti "strategici".

Anche lo Stato segue le stesse procedure: all' inizio tutto quanto è fornito dallo Stato è prodotto dallo Stato stesso; con il passare del tempo una buona parte dei prodotti/servizi può essere realizzata in aziende private che li forniscono allo Stato a costi ridotti.
Lo Stato deve solo decidere e controllare il livello dei servizi che vuol fornire ai cittadini. E' evidente che una riduzione dei costi permette di aumentare il livello dei servizi di cui i cittadini possono beneficiare.
L' esempio più eclatante di diseconomie e quindi di sprechi di risorse legato al sistema di produzione interna si ha nella "sanità" in cui migliaia di miliardi spesi per edifici e macchinari giacciono inutilizzati e, quindi, senza produrre servizio ma producendo solo costi che impediscono di alzare il livello del servizio.
Nessuna azienda può permettersi certi sprechi; riprenderemo l' argomento alla fine di questa chiacchierata.

Vediamo ora come Azienda e Stato governano la fornitura di prodotti e servizi.
Naturalmente la complessità della struttura organizzativa è proporzionale alla quantità dei clienti.
L' azienda si avvale di filiali opportunamente localizzate per servire al meglio il mercato.
Lo Stato si avvale delle Regioni, delle Province e dei Comuni che le permettono di raggiungere col massimo della capillarità possibile i suoi "clienti".

Vediamo ora le strutture organizzative richiamate nello Statuto Aziendale e verifichiamo se esistono analogie nella Costituzione.

L' ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI decide le strategie aziendali, gli obiettivi a medio e lungo termine e decide circa le risorse economiche da utilizzare: decide quindi se introdurre nuovi capitali in azienda o se ricorrere alle Banche. Gli azionisti partecipano alla assemblea personalmente o delegando qualcuno di loro fiducia.

In analogia gli azionisti dello Stato: i cittadini, delegano a rappresentarli alcune persone andando a votare ed eleggendo Deputati e Senatori nel PARLAMENTO. Il Parlamento decide, tramite le leggi, circa le strategie e gli obiettivi e come reperire le risorse necessarie: aumentare le tasse ( inserire nuovi capitali degli azionisti) o ricorrere al credito ( BOT - CCT- o quanto altro).

L'Assemblea degli azionisti e il Parlamento hanno quindi funzioni analoghe.
Il CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ha il compito di gestire la quotidianità della vita aziendale con lo scopo di realizzare strategie e obiettivi. Per fare questo ha bisogno di risorse e di uomini che si occupino dei vari aspetti della gestione ; il CdA nomina quindi un Direttore Generale e dei Dirigenti che a loro volta nominano i loro collaboratori. Per il perseguimento degli obiettivi il Direttore Generale formula un Budget di previsione in cui sono evidenziati ricavi e costi e quindi le risorse necessarie. Il Budget passa all' esame dell' Assemblea degli Azionisti che verifica la sua congruità con gli obiettivi fissati e, dopo aver chiesto eventuali modifiche o miglioramenti , lo approva.

Chi fa queste cose nello Stato? Il GOVERNO!
Possiamo dire che le cariche equivalenti sono:

Direttore Generale = Presidente del consiglio
Dirigenti = Ministri
La dimensione e, quindi, complessità dello Stato comportano strutture organizzative molto articolate. E' evidente che la struttura di una azienda con 100.000 dipendenti sarà più complessa di quella di una azienda di 50 persone; immaginiamo quindi la complessità organizzativa della macchina Statale. E' però solo una questione di dimensioni; la funzione è la stessa.

Il Budget dello Stato è la " legge finanziaria"che viene proposta dal Governo e poi passa al Parlamento che, dopo aver chiesto eventuali modifiche o miglioramenti, la approva.

Il COLLEGIO SINDACALE è un organismo di tecnici che controllano che tutte le azioni della gestione quotidiana siano fatte nel rispetto delle norme e delle leggi vigenti e degli obiettivi aziendali.

Nello Stato esistono vari organismi con funzioni analoghe:

la MAGISTRATURA, la CORTE COSTITUZIONALE.. e l'Opposizione Parlamentare.

Fino ad ora sembra che il confronto proceda ragionevolmente, rimane un solo punto cruciale da analizzare: I PROFITTI!

Le aziende fanno quello che fanno per dare utili agli azionisti!

Nell' immaginario collettivo, almeno di una certa fetta di popolazione, l'industriale è un bieco figuro che vuole fare soldi e basta. Quando dall' industriale singolo si passa a forme aziendali più complesse con azionariato diffuso si stempera un po' questo giudizio (salvo riprenderlo per le maledette Multinazionali che sono sempre accusate di formare una specie di impero del male da combattere ad ogni costo). Restiamo però nel campo delle aziende ad azionariato diffuso gestite in modo economicamente corretto e moralmente sano i cui obiettivi sono il perseguimento della soddisfazione dei clienti e degli azionisti.
Gli "utili" che una azienda produce sono la differenza fra Ricavi e Costi.
I Ricavi provengono dalla vendita di prodotti e servizi e dalla gestione finanziaria.
I Costi sono generati dalla produzione dei prodotti, dagli stipendi del personale, dagli oneri finanziari e dalle tasse.
Perché ci siano degli utili bisogna che i ricavi superino i costi e quindi si deve cercare di aumentare i ricavi e ridurre i costi . Quando ci sono "utili" l' Assemblea degli Azionisti decide se distribuirli o se reinvestirli nell' azienda.
Per quanto detto prima i cittadini sono i clienti ma anche gli azionisti dello Stato. Per aumentare i Ricavi lo Stato ( il Parlamento) può aumentare le tasse -misura estremamente impopolare. Per ridurre i costi si possono ridurre i servizi- anche qui misura estremamente impopolare- o aumentare l' efficienza evitando sprechi.
Tutti i dipendenti di una azienda sanno perfettamente che gli sprechi e l' inefficienza mettono a rischio l' esistenza stessa dell' azienda e quindi il loro futuro.
Perché allora lo stesso evidente ragionamento non si trasferisce nelle aziende di Stato che gestiscono soldi di tutti noi?
Perché tutto quello che è di tutti alla fine non è di nessuno? (res publica - res nullius).
E' sicuramente un fatto di cultura civica che ci fa curare solo le nostre piccole proprietà private e ci fa trascurare e rovinare la nostra grande proprietà comune.
Chi sporca l'ambiente vive in case pulite, chi inquina l'acqua beve acqua pulita, chi evade il fisco vuole che lo Stato gli fornisca dei servizi che non ha pagato, ecc. ecc.

Si potrebbero fare esempi a centinaia!

In definitiva tutti dovremmo creare quella cultura collettiva per la quale tutto quello che è pubblico deve avere la massima efficienza affinché i servizi/prodotti costino sempre meno e quindi le risorse impiegate (le nostre tasse) ci permettano di ottenere migliori livelli di servizi oppure si possano ridurre i costi ( le tasse ).

Anche qui il parallelo Azienda/Stato si esplicita con le seguenti analogie:
Reinvestimento degli utili = aumento del livello dei servizi
Distribuzione degli utili agli azionisti = riduzione delle tasse.

E allora:
LO STATO NON E' UNA AZIENDA..E INVECE SI!

Webmaster
Daniele Franchini