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Sulle addizionali IRPEP in Emilia-Romagna

On. Dott. Stefano Servadei, Forlì, 7 Febbraio 2007

Un recentissimo studio dell?Unione Italiana del Lavoro, riferito alla fascia di contribuenti con un reddito lordo annuo di 27.000 euro, su 60 capoluoghi di provincia, ha evidenziato che i benefici della ?rimodulazione? delle aliquote IRPEP, nella recente ?legge finanziaria?, sono stati abbondantemente inghiottiti dalle simultanee addizionali comunali e regionali, con un complessivo aumento della fìscalità pubblica, la quale, in alcuni casi, risulta per i citati redditi, addirittura sconcertante. In questo quadro, a dare maggiore scandalo, sono diversi capoluoghi emiliano-romagnoli, con la diretta chiamata in causa della politica fiscale della Regione competente.

Rispetto ad una media nazionale di aumento per unità di contribuente di 54 euro annui (9 per addizionale comunale e 25 regionale), il Comune di Ravenna registra un aumento di ben 243 euro, seguono Bologna, Ferrara, Modena e Rimini con 216, Cesena e Parma con 189, Forlì con 159, Piacenza con 135. E questo mentre, ad esempio, a Milano e Napoli non vi sono aumenti di sorta e Roma giunge ad 81 euro. E non è che i ?trasferimenti finanziari statali? siano mancati soltanto o prevalentemente nei confronti della nostra Regione e dei nostri Comuni, avendo tale misura colpito, naturalmente in termini proporzionaii ai bilanci ed alle popolazioni, l?intero territorio nazionale.

Evidentemente, la parola d?ordine ?economizzare? sacrificando nei vari bilanci le voci meno importanti ed urgenti, non ha ricevuto pari ascolto ovunque a partire, appunto, dalla Regione Emilia-Romagna, le cui nove Province guidano la classifica dell?accresciuta fiscalità nei confronti dei contribuenti di competenza, oltretutto, con notevoli distacchi dalle località che seguono. Ed il fatto che la Regione Emilia-Romagna non abbia dato il buon esempio col suo bilancio di previsione 2007, nel contenimento della spesa, è certamente stato uno stimolo per i Comuni a comportarsi alla stessa maniera. Forse che non esistevano, e non esistono, alla dimensione regionale, voci e iniziative comprimibili secondo l?appello che ci giungeva simultaneamente da Roma e da Bruxelles? Forse che le previsioni di ?consulenze esterne? sono venute a mancare, assieme alle Sedi esterne, alle spese per viaggi e trasferte? Forse che l?oltre centinaio di Società partecipate ha, finalmente, assunto un ruolo propulsivo apprezzabile ed ha smesso di servire essenzialmente per distribuire indennità di carica e gettoni di presenza a compagni ed amici?

Forse che è stato cancellato l?obbrobrio di considerare incompatibiie l?incarico di Consigliere ed Assessore regionale col preciso scopo di collocare a libro paga della Regione dieci o dodici persone in più. Forse che l?idea di portare da 50 a 67 i Consiglieri regionali, espressa e votata in occasione dell?approvazione dell?ultimo Statuto regionale è stata definitivamente abbandonata ? Tutto questo premesso, non sciolgo inni a favore della legge finanziaria statale del 2007 sulla quale mi sono intrattenuto recentemente come, del resto, gran parte della pubblica opinione nazionale. In termini non certamente esaltanti. Un conto, però, è il giudizio del cittadino o dei cittadini, altro conto è l?atteggiamento concreto delle Istituzioni pubbliche subordinate, richiamate a doveri di austerità, oltretutto da istanze nazionali aventi la loro stessa coloritura politica. In ogni caso resta gravissima la circostanza che, nello specifico, a far la spese dell?intera operazione, anche supportando le pubbliche renitenze di diverso tipo, sia il cittadino, pure con notevoli sperequazioni rispetto a connazionali residenti in altri territori regionali.

Oltretutto la grancassa propagandistica locale, ed i suonatori professionali di ?piffero? non hanno requie nel descrivere la Regione Emilia-Romagna e le nostre Amministrazioni come il ?meglio assoluto?. Con queste testimonianze. Che ci vedono in testa nelle graduatorie dei ?prelievi fiscali? anche di carattere particolare. Non in quella dei ?pubblici servizi? e dei supporti per la ripresa e la competitività economica.

Webmaster
Daniele Franchini