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PROFILO PSICOLOGICO DEL SERIAL KILLER

di Virna Valdrè

Mi rendo conto che questo articolo tocca un argomento terrificante, quanto scabroso, ma spesso la vita ci pone davanti da eventi così atroci e sconcertanti che il non parlarne equivarrebbe a seppellire crudeli "verità".Purtroppo il confine tra lucidità e pazzia è così precario che, in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, possiamo sprofondare nell'oscuro baratro della follia dove nulla ha una spiegazione razionale e dove l'assurdo diventa possibile.

Ecco perché anche le persone più comuni, che hanno condotto un'esistenza "normale" possono trasformarsi in sadici assassini ed in spietati torturatori. Penso che tutti voi ricordiate il caso Stevanin, un uomo dall'aspetto piacevole, timido, discretamente ricco, che ha ucciso diverse ragazze seducendole con questa tattica: prima le invitava a cena e poi con qualche stratagemma riusciva ad appartarsi con loro.

Questa è certamente una situazione ideale per avere un po' di intimità e per iniziare un approccio fisico; per lui, invece, era il momento più appropriato per ucciderle. Ma l'aspetto più raccapricciante è la celebrazione del rito dell'occultamento del cadavere; per noi è abominevole, mentre per lui rappresentava la più profonda soddisfazione: tagliarle a pezzetti per poi seppellirle nel suo campo.

Ecco perché sostengo che è bene dubitare degli insospettabili e specialmente dei metodici ossessivi. Affermo questo perché i serial killer hanno una specie di decalogo dell'omicidio che seguono scrupolosamente tutte le volte: c'è chi sceglie solo vittime di un certo tipo: (ad esempio le prostitute), c'è chi utilizza sempre lo stesso tipo di arma, ma soprattutto esprimono la loro perversione attuando la medesima prassi di occultamento del cadavere. Inoltre, una componente quasi onnipresente in questi orrendi crimini è il sesso. I corpi delle sventurate sono posseduti ripetutamente e seviziati. E' il caso di un medico di una clinica americana che fu scoperto dagli agenti dell'FBI che riuscirono a catturarlo perché una delle malcapitate riuscì miracolosamente a scappare.

Lui si nascondeva in strade molto buie, catturava le sue prede femminili che, da sole, rincasavano in bicicletta o a piedi. Dopo averle catturate le immobilizzava legandole e con l'auto le trasportava nel suo rifugio. Qui le violentava per diversi giorni e poi le uccideva per impedire loro di denunciarlo. Quando fu catturato l'opinione pubblica americana seguì il suo caso con interesse, perché l'ultima vittima era riuscita a liberarsi e a fuggire, raccontando alla giuria la raccapricciante strategia e il colpevole confessò di aver ucciso altre dieci ragazze.

Una parte degli psicologi si dichiararono d'accordo con l'avvocato difensore che tentò di giustificare quella serie di orribili omicidi con una perizia psichiatrica che giudicava il soggetto incapace di intendere e di volere.Ma come può un medico, che nella vita quotidiana esercita egregiamente la sua professione che gode della fiducia dei suoi pazienti, del riconoscimento da parte dei colleghi, essere dichiarato incapace di intendere e di agire?

Come è possibile che uno specialista diagnostichi pazzo una persona la cui moglie definisce un "buon" marito e di cui gli amici non hanno mai notato stranezze. Per questi motivi consiglio il genere femminile a diffidare dei single che, "poverini", vanno in vacanza da soli perché sono disperati, di dubitare dei corteggiatori che vi telefonano al cellulare per fissare un appuntamento con voi dicendo che vi hanno viste per strada e sono rimasti abbagliati dalla vostra silouette e di usare estrema cautela nell'accettare incontri fissati con sconosciuti della chat, perché il "prossimo" non sempre è un soggetto altruista, innocuo o bisognoso, ma può essere un "mostro".

Webmaster
Daniele Franchini